I casi di Chikungunya, una febbre virale trasmessa attraverso la puntura di zanzare, riscontrati ad Anzio, non devono preoccupare. Non c’è il rischio di diffusione e comunque si tratta di una malattia che non comporta gravi conseguenze. A spiegarlo a Fanpage.it è Aldo Morrone, direttore del dipartimento di Dermatologia clinica e tropicale dell’ospedale San Gallicano di Roma ed esperto in malattie tropicali. Si tratta di una malattia “molto localizzata in ambito familiare ed è inoltre già stata studiata” dopo i casi in Emilia Romagna del 2007.

Secondo Morrone, quindi, non c’è da preoccuparsi per vari motivi: “Rispetto alla malaria è una malattia benigna. Viene sempre dalle zanzare, ma è una malattia già conosciuta in Europa”. A trasmetterla sono zanzare presenti anche da noi, al contrario di quanto avviene per la malaria: “Sono zanzare abbastanza comuni a portare la Chikungunya, che è comunque limitata solitamente al focolaio di un gruppo ristretto di persone che vive insieme. Esistono dei focolai, ma non c’è nessun rischio”.

Chikungunya, la ‘febbre che spezza le ossa'

La parola Chikungunya “viene da un termine orientale – spiega Aldo Morrone – che significa ‘febbre che ti spezza le ossa’: comporta problemi a livello delle articolazioni con forti dolori: è come se si fosse stati picchiati o bastonati”. Però, è importante sottolineare che si tratta di una malattia dalla quale si guarisce senza problemi con gli antibiotici. Come per tutte le malattie, comunque, c’è sempre il rischio di complicazioni: “Anche l’influenza uccide”, afferma il direttore del dipartimento di Dermatologia clinica del San Gallicano, ma questa è una “malattia autorisolutrice nel nostro paese, è una infiammazione che si risolve in meno di una settimana”. E sottolinea ancora: “Non si è creato un caso neanche quando c’è stata la prima epidemia, figuriamoci ora che è ben conosciuta”, sostiene spiegando che in Italia la malattia è già nota e non può creare alcun problema.

La Chikungunya si trasmette solo attraverso le punture di zanzara.

Parliamo di una malattia che “si trasmette solo con la puntura di zanzare”, non attraverso il contagio da uomo a uomo e che molto difficilmente si può trasmettere con la trasfusione del sangue. “Ormai – spiega Morrone – non si effettuano più trasfusioni complete, si fanno solo su parte di sangue e comunque ci sono tantissimi controlli in Italia che venti anni fa non esistevano. Sulle trasfusioni nel nostro paese c’è un filtro importante, esiste una lavorazione complessa, Oggi l’unico incidente che può avvenire riguarda la trasfusione che avviene su una persona con un gruppo sanguigno diverso da quello che riceve, ma anche questo è quasi impossibile, sicuramente però non viene trasfuso sangue infetto”.

Al di là delle preoccupazioni praticamente inesistenti per la Chikungunya, il tema può essere quello riguardante lo studio delle zanzare e delle malattie che possono provocare. Uno studio sempre minore: “Le zanzare sembrano interessare poco nell’ambito della ricerca – sostiene ancora Morrone – non si studiano abbastanza” e di conseguenza spesso si sa poco delle loro capacità di adattamento e della possibilità di trovarle in ambienti diversi da quelli in cui solitamente vivono.