Torre di Palidoro ricorda il sacrificio di Salvo D’Acquisto, nel 74esimo anniversario della morte del Vice Brigadiere napoletano, Medaglia d’Oro al Valor Militare, ucciso alle porte di Roma dai nazisti nel 1943. Oggi alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e del fratello del militare, Alessandro D’Acquisto, è stata deposta una corona alla stele del decorato sul luogo della sua uccisione. Alla caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma è stata deposta una corona al monumento.

Successivamente, nella Sala di Rappresentanza del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Generale ha voluto rendere merito a sei militari e a un orfano dell’Arma distintisi in operazioni e attività caratterizzate da spiccato senso di solidarietà, consegnando loro il Premio “Salvo D’Acquisto”. Era il 23 settembre 1943 quando, a seguito di un presunto attentato alle SS naziste, il Comando tedesco prese in ostaggio 22 civili innocenti. Il Comandante del contingente, per tentare di avvalorare il sequestro degli ostaggi, cercò il carabiniere più elevato in grado della Stazione di Torrimpietra, affidandogli il compito di individuare un colpevole tra i 22 innocenti presi in ostaggio.

La storia di Salvo D'Acquisto.

Fu così che i tedeschi aggredirono il giovane Salvo D'Acquisto, Vice Brigadiere in sottordine, cercando di convincerlo ad accusare qualcuno, ma non servì a nulla. Il Carabiniere infatti, intuendo le intenzioni dei nazisti, decise di accusarsi del presunto attentato e sacrificare la propria giovane vita, barattandola con quella dei 22 innocenti. Aveva solo 23 anni. «L'estremo sacrificio dell'eroe, a cui è stato riconosciuto il titolo di ‘Servo di Dio' – sottolinea una nota dell'Arma – è l'esempio del più luminoso altruismo che ha da sempre contraddistinto lo spirito dell'Arma e di ogni carabiniere».