Quando ci si avvicina alla tomba di Sergio Leone, il grande regista western che oggi riposa nel piccolo cimitero di Pratica di Mare a Pomezia, sembra quasi di sentire il fischio caratteristico che inaugura ogni suo film. E la sua lapide non è proprio una di quelle che passa inosservate: Leone riposa sotto una grande lastra di marmo grigio sorretta da quattro leoni. A fargli ombra dal sole, un tempio sempre di marmo. Di lato, un'incisione che rimanda immediatamente ai suoi film: "C’era una volta, c’è, ci sarà sempre". Come "C'era una volta il West" e "C'era una volta in America", due dei suoi film più famosi che sono stati girati proprio a Pratica di Mare, davanti a quella distesa di acqua così suggestiva che ha regalato un'impronta unica a tutti i suoi film. E Sergio Leone adorava quel borgo, non se ne voleva staccare. Tanto che è stato lui a chiedere di essere seppellito in quel piccolo cimitero, dove non c'è mai stato nessuno di famoso. Non al Verano, accanto ad altri grandi come Vittorio Gassman o Rino Gaetano. Ma davanti al mare che tanto ha amato in vita e che ha reso protagonista delle sue pellicole più famose.

La morte di Sergio Leone

Inizialmente Sergio Leone era stato sepolto al cimitero del Verano: Roma non voleva perdere l'occasione di avere uno tra i più grandi registi della storia del cinema lì sulla sua terra. Ma non era questa la volontà di Sergio Leone, che era stato molto chiaro: lui voleva passare l'eternità guardando il mare, in quel piccolo borgo che per lui aveva significato tanto. Per questo la sua famiglia si è opposta alla sua sepoltura al Verano e, dopo qualche anno, è riuscita a farlo spostare a Pomezia. Sergio Leone è morto il 30 aprile 1989 a soli 60 anni a causa di un attacco di cuore. Al momento del decesso stava lavorando a un film sull'assedio di Stalingrado, uno degli eventi clou della Seconda Guerra Mondiale. Il progetto non vedrà mai la luce.