"A via Ventotene lo scenario è terribile. Macerie ovunque, monconi di piloni di cemento, pezzi di marciapiede trasformati in micidiali proiettili che hanno distrutto molte auto. Eppoi le ambulanze, le gru, le transenne. Il nastro bianco e rosso che delimita la zona. E le divise: quelle verdi dei pompieri chini sul luogo dell'esplosione. Quelle dei finanzieri che presidiano i negozi danneggiati per paura di qualche sciacallo. Quelle delle polizia, dei carabinieri. Quelle bianche dei medici". Così scriveva il quotidiano la Repubblica il 28 novembre 2001, all'indomani della tragica esplosione in via Ventotene, nel quartiere periferico di Val Melaina. Un palazzo fu sventrato da una deflagrazione potentissima causata da una fuga di gas. Era dal giorno prima della tragedia che i residenti avvertivano un cattivo odore nello stabile. E, mentre i Vigili del Fuoco e tecnici dell'Italgas stavano lavorando per individuare la perdita, è accaduto: uno scoppio potentissimo ha devastato tutto, lasciando al posto dei palazzi e dei negozi, solo fuoco, macerie e cadaveri. Otto persone persero la vita quel giorno: quattro pompieri e quattro civili.

Esplosione di via Ventotene, i Vigili del Fuoco eroi morti nella strage

Fabio Di Lorenzo, 37 anni. Il primo corpo a essere recuperato. Colpito da una macchina lanciata dall'esplosione, è morto praticamente sul colpo. Danilo Di Veglia, 39 anni, caposquadra. Con il suo corpo ha fatto da scudo a un cittadino, salvandogli la vita e perdendo la sua. Sirio Corona, 27 anni, il più giovane tra i pompieri deceduti. Alessandro Manuelli, 37 anni. Era fidanzato con Pamela, la cuoca della caserma di via Nomentana. Si sarebbero dovuti sposare l'anno successivo. Quattro eroi, che sono rimasti al loro posto mentre il palazzo stava per esplodere: hanno dato la vita per far uscire tutti dall'edificio prima che la deflagrazione lasciasse solo devastazione e macerie.

Maria, Elena, Michela, Fabiana: le donne rimaste sotto le macerie di via Ventotene

Nell'esplosione di via Ventotene, così forte da essere avvertita a chilometri di distanza, sono morte altre quattro persone. Tutte donne. Maria Grossi, parrucchiera di cinquant'anni che gestiva il negozio al pianterreno dello stabile. Elena Proietti, 82 anni, sua cliente, trovata accanto a lei. Fabiana Perrone, 23 anni, figlia di Maria. Michela Camillo, 25 anni, studentessa italo-scozzese arrivata da poco in Italia. I funerali di tutte e quattro si sono svolte nella chiesa del Santissimo Redentore: sono migliaia le persone accorse per l'ultimo saluto alle vittime, scomparse prematuramente in modo così tragico. Ma il dramma, purtroppo, non si concluse con le esequie. A Frosinone, un caposquadra dei vigili del fuoco, Giacomo Arduini, è morto per un infarto mentre prendeva parte al picchetto d'onore per l'arrivo della salma di Sirio Corona. Soccorso e portato in ospedale con l'ambulanza, è deceduto poco dopo. Una tragedia nella tragedia, in una giornata già difficile per il corpo dei Vigili del Fuoco.

La chiamata per la fuga di gas in via Ventotene e la terribile esplosione

Quello dei Vigili del Fuoco del distaccamento Nomentano in via Romagnoli, davanti gli stabilimenti della Dear Film, era il primo intervento della giornata. L'allarme è stato dato alle 9.34 dalla sala operativa di via Genova, che avvisava di una fuga di gas in un appartamento tra piazzale Jonio e via Ventotene. Giunti dopo pochi minuti, i pompieri hanno iniziato a comunicare con la sala operativa per lo svolgimento delle operazioni. C'era una perdita da un grosso tubo sotto un negozio: via Ventotene, satura di gas, era una bomba pronta a esplodere. Vista la grave situazione, sono arrivati anche altri mezzi sul posto per dare manforte ai colleghi. Qualche minuto dopo, il silenzio radio. L'esplosione era avvenuta. E ancora oggi segna una ferita aperta nel cuore di Val Melaina e delle persone che hanno perso i propri cari.

La Ground Zero dei Vigili del Fuoco del distaccamento Nomentano

I colleghi dei Vigili del Fuoco morti nell'esplosione di via Ventotene, hanno voluto ricordarli così: "Non chiamateli eroi. Nella loro storia non ci sono grattacieli che crollano, né kamikaze islamici. Erano solo gli uomini della squadra 6A del distaccamento Nomentano. La loro Ground Zero è stata un palazzo alla periferia di Roma in via Ventotene, dietro il mercato di Val Melaina".