Era finito in manette con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una collega sul posto di lavoro. È il 7 ottobre del 2017 quando un giovane pizzaiolo romano di venticinque anni finisce in carcere, prelevato nella sua abitazione e tradotto in cella a Regina Coeli, dopo la denuncia della ragazza di vent'anni che lavorava nel suo stesso locale. Un video però smentisce la versione della ragazza, che aveva parlato di avances non gradite e di un tentativo di bacio senza il suo consenso. E adesso a finire sotto processo – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – potrebbe essere la stessa presunta vittima che è stata rinviata a giudizio per calunnia. Invece il pubblico ministero per il giovane finito a processo ha chiesto il proscioglimento dalle accuse dopo l'assoluzione.

Per la difesa la ragazza avrebbe agito senza volontà di arrecare danno al venticinquenne, ma perché aveva effettivamente vissuto quel corteggiamento come una molestia, quindi assolutamente in buona fede anche se l'esito del procedimento giudiziario ha scagionato il pizzaiolo. "Non ho fatto del male a nessuno. – aveva raccontato dopo l'assoluzione – Ancora non mi capacito di quanto è successo. Scherzavo e ridevo con lei, ho pensato adesso provo a darle un bacio. Se mi va male, amen, amici come prima. E stato tutto giocoso in quegli attimi". Secondo gli avvocati del ragazzo senza la prova del video il loro assistito avrebbe rischiato una condanna, con pesanti ripercussioni sul suo futuro.