Troppo gravi le ustioni riportate su oltre il 90% del corpo, dopo giorni di agonia, non ce l'ha fatto il ragazzino di 14 anni ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli in terapia intensiva, si è spento nella notte tra venerdì e sabato. Il giovanissimo era arrivato in condizioni gravissime dopo che il corpo era stato avvolto dalle fiamme mentre si trovava in casa dei nonni lo scorso 26 febbraio. Ricoverato all'ospedale Sant'Eugenio, il 1 marzo era stato poi trasferito al Gemelli. C'è ancora riserbo sulla dinamica di quanto accaduto. Quello su cui non sembrano esserci dubbi è l'elemento della volontarietà: il 14enne non avrebbe cioè tentato il suicidio ma l'incidente sarebbe stato provocato da un gioco messo in atto di proposito, il ritorno di fiamma però ha fatto esplodere la bottiglia piena di alcool.

Gli agenti del commissariato Prati sono a lavoro da giorni per ricostruire quanto accaduto, passando al setaccio anche i dispositivi in uso all'adolescente, studente del liceo Mamiani. Una delle ipotesi al vaglio – riportata anche questa mattina dal Corriere della Sera citando fonti investigative – è che il 14enne abbia seguito le istruzioni per un pericoloso esperimento contenuti in alcuni video scaricati o visualizzati su internet. Ad avvalorare l'ipotesi ci sarebbe la presenza nel bagno di una bacinella d'acqua: consapevole della pericolosità di quanto stava facendo, il giovane avrebbe preso delle contromisure, che però non sono bastate quando la bottiglia di liquido infiammabile è esplosa non lasciandogli scampo. E basta fare una veloce ricognizione alla voce fire challenge per scoprire decine di video amatoriali in cui c'è chi si cosparge di liquidi infiammabili porzioni del corpo per gettarsi il secondo dopo sotto il getto d'acqua della doccia o nella vasca da bagno, mentre qualcuno filma quanto accade. Altrettanti sono i video che mostrano le gravi conseguenze di quando il gioco va storto.