Ad ogni città il suo simbolo, unico, inconfondibile e identificabile da tutti. E quando parliamo di una città come Roma, con alle spalle anni ed anni di storia, piazze monumentali e una bellezza da mozzare il fiato, non possiamo non parlare della famosa Lupa Capitolina, a cui è indissolubilmente legata la vicenda di Romolo e Remo, secondo la legenda da lei trovati, salvati ed allattati. Raffigurata persino sugli antichi denari, a lei è dedicato anche un premio che viene assegnato alle magnificenze romane. Non vi sarà neanche difficile passeggiare per la Capitale e imbattervi in via Della Lupa, così come può capitare di visitare la sala dei Musei Capitolini e ammirare dal vivo la sua statua che dopo diversi spostamenti ha trovato finalmente la sua collocazione definitiva. Ma se sulla sua storia, tutti sono d'accordo, qualche dubbio invece nasce quando si parla del periodo a cui risale la scultura e al suo autore. Dubbi che però non intaccano la bellezza simbolica e scultorea dell'icona indiscussa della Città Eterna.

Le Origini.

Le prime notizie circa la presenza della statua della Lupa risalgono al 65 a.C., quando la scultura si trovava nei pressi del Campidoglio e vi rimase finché non fu colpita da un fulmine. Fu allora che la statua dovette "traslocare": per i romani, infatti, le statue colpite dai fulmini e altre disgrazie naturali diventavano sacre e non più visibili, e la Lupa venne quindi nascosta dentro il Campidoglio. Nascondiglio che la salvò dalle orde barbariche.

Il Lupercale

Successivamente, nel 296 a.C., sembra che la Lupa fosse stata riposta nel Lupercale, ma priva dei due gemelli Romolo e Remo, andati forse distrutti negli spostamenti. Ma ancora non si trovava una collocazione adatta per la scultura che nel X secolo, fu messa, incatenata sulla facciata o all'interno del palazzo del Laterano o della torre degli Annibaldi,  posta su una base di pietra sostenuta da grappe infisse nel muro.

La Chiesa di San Teodoro

Era il 1471 quando la Lupa fu spostata nella chiesa di San Teodoro, alle falde del colle Palatino, e rimase lì fino a quando non venne ristrutturata la piazza del Campidoglio. Nel periodo in cui la scultura era nella zona del Laterano sembra che abbia presieduto alle esecuzioni dei condannati, come documentate da un disegno ritrovato nel 1438 che mostra accanto alla Lupa mani mozzate, mani inchiodate alla torre di alcuni ladri, colpevoli di aver trafugato oggetti preziosi della vicina Basilica.

Il Papa e i gemelli

L'ulteriore trasloco della Lupa fu voluto da Papa Sisto IV, che donò la scultura ai Conservatori che la pagarono con 10 fiorini d'oro, in seguito forse utilizzati per rifare i due gemelli andati distrutti- Questi vennero scolpiti di nuovo da Antonio Pollaiolo. Fu così che la Lupa venne istallata su un piedistallo posto al centro della sala dei Capitolini, ed è qui che finalmente ha trovato la sua definitiva ed attuale collocazione.

Il suo significato

Sul perché tra tanti animali proprio la Lupa sia stata eletta come simbolo della città, è presto detto. La lupa, infatti, era un animale sacro al dio Marte, che a sua volta era il padre dei due gemelli Romolo e Remo.

La strada a lei dedicata

Se cerchi via della Lupa a Roma, la trovi nel tratto di strada che va da largo della Fontanella Borghese a via dei Prefetti, qui una volta c'era una fontanella con una testa di animale appoggiata al palazzo Cantalupi, sul cui portone c'è ancora lo stemma con il lupo.