Nel Cimitero acattolico di Roma, dietro la Piramide Cestia, si trova la tomba di uno dei poeti inglesi più celebri di tutto il mondo. Tra Porta San Paolo e Testaccio riposa John Keats, poeta inglese uno dei massimi esponenti del Romanticismo: ed è proprio in simbiosi con la sua vocazione letteraria che l'artista ha vissuto la sua vita e impresso alcune significative frasi sulla lapide sotto la quale è seppellito. John Keats aveva voluto per sé solo un semplice epitaffio:

"Qui giace uno il cui nome fu scritto nell'acqua"

Una frase semplice, enigmatica, che non riportava nemmeno il suo nome: e infatti non ce n'è traccia sulla tomba, quasi come a voler delineare la volontà di non essere trovato da nessuno, se non dai suoi cari. A queste parole, i suoi amici Joseph Severn e Charles Armitage Brown hanno voluto aggiungere un inciso:

"Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: ‘Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua'".

Poco lontano dalla tomba è stata apposta un'altra lapide, che risponde direttamente alla frase voluta dal poeta:

"Keats! Se il tuo caro nome fu scritto sull'acqua, ogni goccia è caduta dal volto di chi ti piange"

Vita e morte di John Keats

La frase aggiunta dagli amici di John Keats forse non sarebbe piaciuta al poeta: tanto che loro, successivamente, si sono pentiti di quest'iniziativa. Ma ormai era troppo tardi, e quelle parole non potevano più essere cancellate. Il motivo del loro gesto ha radici profonde e dolorose: Keats, infatti, non è stato mai accolto positivamente né dalla critica letteraria dell'epoca né dal suo tutore, Richard Abbey. Nonostante questo, ha sempre avuto una personalità generosa nei confronti delle persone a cui voleva bene: tanto che ha vissuto la sua vita costantemente in ristrettezze economiche per prestare denaro a chi ne aveva bisogno. John Keats è morto a Roma di tubercolosi il 23 febbraio 1821 alle 23. Sulla lapide la data riportata è però un'altra: 24 febbraio. Non si tratta di un errore, ma di un diverso calcolo dei giorni tra il metodo romano e quello inglese. Nella città eterna, infatti, il giorno finiva circa mezzora dopo che le chiese suonavano l'Ave Maria: per questo la sua morte è stata registrata dalle autorità il 24 febbraio e non il 23.