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Il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria Di Majo è indagato insieme ad altre quattro persone per turbativa d'asta in concorso. Ad iscrivere i nomi dei presunti responsabili la Procura di Civitavecchia, che ha aperto un'inchiesta sulla realizzazione e la gestione dell'approdo turistico. Oltre a Di Majo ad essere indagata è anche la segretaria generale Roberta Macii, Guido ed Edgardo Azzopardi, che ricoprono rispettivamente il ruolo di legale rappresentante di Roma Marina Yachting s.r.l., Pori Mobility s.p.a. e Rogedil Servizi s.r.l. e procuratore speciale di Port Mobility s.p.a. Il blitz è scattato questa mattina, giovedì 28 novembre, quando secondo le informazioni apprese, i militari della Guardia di Finanza hanno bussato alla porta delle loro abitazioni e svolto "perquisizioni urgenti". Al vaglio degli inquirenti pc, smartphone e altri dispositivi che saranno passati al setaccio, controllati anche gli uffici e le auto.

Cos'è la turbativa d'asta

Il codice penale definisce turbativa d'asta chi compromette in qualsiasi modo la linearità delle procedure previste per le aste giudiziarie, "chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da 103 a 1032 euro" si legge nell’articolo 353.