Nell'inchiesta che ha portato all'arresto per corruzione dell'esponente di spicco del Movimento 5 stelle di Roma Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea Capitolina e già candidato a sindaco, spunta anche il nome degli imprenditori Claudio Toti, patron della squadra di basket Virtus Roma e di Pierluigi Toti. Secondo l'accusa De Vito avrebbe concordato con i due costruttori la cifra di 110.000 euro per interessarsi al loro coinvolgimento nel progetto di riqualificazione dell'area degli ex Mercati Generali di via Ostiense. I due sono accusati di traffico di influenze illecite. Secondo quanto ricostruito all'avvocato Camillo Mezzocapo, anche lui in carcere e considerato vicinissimo a De Vito, la società Silvano Toti Holding spa avrebbe versato 48mila euro. Secondo l'accusa De Vito avrebbe messo la sua figura al servizio degli imprenditori e immobiliaristi Luca Parnasi, per la costruzione dello Stadio della Roma da cui è partita l'inchiesta, Giuseppe Statuto e appunto i Toti.

Arrestato Marcello De Vito: l'accusa è di corruzione per lo stadio della Roma

Marcello De Vito, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle e presidente dell'Assemblea Capitolina, è stato arrestato questa mattina nell'ambito dell'indagine denominata "Congiunzione Astrale". L'accusa per il politico è di corruzione in relazione alla costruzione dello stadio della Roma a Tor di Valle. De Vito è stato portato in carcere: secondo l'accusa, avrebbe non solo favorito il costruttore Luca Parnasi per la costruzione dello stadio, ma avrebbe anche intercesso per la realizzazione di un albergo presso l'ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e per la riqualificazione degli ex Mercato Generali di Roma Ostiense. Secondo quanto ricostruito dal procuratori Paolo Ielo e dai pubblici ministeri Barbara Zuin e Luigia Spinelli, Marcello De Vito avrebbe intascato delle tangenti per abusare della sua posizione. Sono undici gli indagati nell'ambito dell'indagine "Congiunzione Astrale": due persone, tra cui il presidente dell'Assemblea Capitolina, sono finite in carcere, mentre altre due sono state tradotte agli arresti domiciliari.