Venti anni di condanna per un terribile assassinio. Troppo pochi secondo i parenti di Nicole Lelli, 23 anni, vittima di femminicidio. Un anno fa è stata uccisa dal suo ex, Yoandris Medina Nunez, un 24enne cubano. Le sparò un colpo di pistola alla testa. Oggi la contestatissima sentenza pronunciata dal gup Claudio Cerini. Contro di lui hanno inveito familiari e amici della ragazza. "Vergogna", "infami", "tra pochi anni sara' libero" "fatecelo linciare", alcuni degli insulti urlati in aula davanti al giudice. Per il giovane assassino il pm Edoardo De Santis aveva chiesto l'ergastolo per omicidio volontario premeditato, un'accusa respinta dal gup che non ha riconosciuto la premeditazione. Partendo da trent'anni di reclusione, la condanna è stata ridotta a venti perché il 24enne ha scelto il rito abbreviato e quindi ha avuto diritto a uno sconto di un terzo della pena. Polizia e agenti penitenziari hanno fatto fatica a contenere la furia di amici e parenti, che hanno cercato anche di linciare l'imputato, protetto dalle forze dell'ordine. Su di lui sono piovuti oggetti e una bottiglietta d'acqua piena.

La storia di Nicole Lelli e Yoandris Medina Nunez comincia e finisce nel 2015. A maggio Nicole si trasferisce a Cuba e i due si sposano, ma non fanno mai riconoscere il matrimonio in Italia. Lui vuole la cittadinanza italiana e prova a falsificare i documenti. Lei se ne accorge e decide di lasciarlo e tonare in Italia. Yoandris la perseguita per mesi e poi a novembre l'ha convinta a seguirlo in macchina e l'ha uccisa. Quest'estate i genitori di Nicole hanno chiesto giustizia per loro figlia in un'intervista concessa alle telecamere di Fanpage.it. Non era questo l'esito processuale che avrebbero voluto per il brutale assassinio di Nicole.