"Avevo bevuto, ero ubriaco, non mi ricordo niente". Si è giustificato così al momento dell'arresto, secondo il Corriere della Sera, il ragazzo bengalese di 22 anni presunto responsabile di uno stupro, avvenuto nella notte di venerdì, ai danni di una turista finlandese di 20 anni appena. Di lavoro fa il lavapiatti, da circa una settimana, in un locale nei pressi della stazione Termini di Roma. Fedina immacolata, in tasca un permesso di soggiorno per motivi umanitari, sempre stando a quanto riporta il Corriere. Sabato sera, a neanche 24 ore dal fatto, poliziotti lo sono andati a prendere al lavoro. Lui si è presentato in grembiule, le mani ancora umide. Il suo riconoscimento è stato possibile grazie alle riprese delle telecamere di sicurezza, ma soprattutto grazie alla fotografia stampata sul permesso di soggiorno. È stata riconosciuta sia dalla giovane vittima, che dalla signora che dalla signora che ha assistito alla scena dalla finestra del suo appartamento. Nella casa del ragazzo, condivisa con altri giovani lavoratori, le forze dell'ordine hanno trovato e sequestrato una maglietta bianca, la stessa che il 22enne avrebbe indossato venerdì notte.

I due ragazzi avevano trascorso la serata allo Yellow pub.

Lo Yellow bar, in via Palestro, è il locale dell'unico ostello, per ora, di Roma. Ogni notte si radunano là centinaia di giovani di ogni nazionalità. L'atmosfera è conviviale, divertente. Stando a quanto ricostruito il bengalese avrebbe conosciuto la giovane turista finlandese, a Roma da pochi giorni per lavorare come baby sitter, all'uscita del pub. Le avrebbe offerto di accompagnarla a casa. Lei si è fidata. "Avevo bevuto, ero ubriaco, non mi ricordo niente", sostiene lui. Poi la violenza sessuale e la rapina. Il ragazzo sarebbe scappato infatti dopo aver picchiato, stuprato e rapinato la ragazza di 40 euro che aveva in tasca. La scena è stata vista da una signora, svegliata dalle grida d'aiuto della giovane turista finlandese.

La mappa: via Palestro.