Il quartiere Tuscolano ospita il Parco Regionale dell'Appia Antica, all'interno del quale si trovano gli straordinari resti degli Acquedotti dell’epoca romana. Case, terme, fontane, anfiteatri, l'intera città, tutto era alimentato quotidianamente da questi meravigliosi archi. Un'occasione da non perdere quindi quella di sabato 16 settembre per ammirarne la maestosità con le luci del tramonto. Il tour durerà due ore e partirà alle ore 17:00 da piazza Aruleno Celio Sabino, 50 (davanti alla Chiesa di San Policarpo). Costo del biglietto, da 5 a 8 euro; gratis per gli under 14. Per prenotazioni e maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale dell'evento.

Un salto nella Roma Antica.

Ad occuparsi della distribuzione dell'acqua fino all'epoca imperiale era il censore, cioè il magistrato responsabile delle opere pubbliche, che affidava generalmente la realizzazione di un acquedotto tramite la concessione in appalto. Dopo gli anni tra il 33 e il 12 a.c. durante i quali Agrippa, con il benestare di Augusto, monopolizzò nelle sue mani il controllo di tutto l'apparato idrico della città, alla sua morte la gestione passò nelle mani dell'imperatore, che l'affidò ad un vero e proprio ufficio composto da tre senatori, uno dei quali assunse poi la carica di "curator aquarum". Questo funzionario aveva il controllo assoluto della gestione delle risorse idriche cittadine: manutenzione degli impianti, interventi, regolarità e distribuzione del flusso. A partire dal governo di Diocleziano, il controllo degli acquedotti venne affidato al "praefectus urbi". Tutto quello che oggi sappiamo sul sistema idrico dell'Antica Roma lo dobbiamo al trattato "De aquis urbis Romae" di Frontino, curator aquarum dal 97 a.c. al 104.

Come raggiungere piazza Aruleno Celio Sabino.

  • In metro, linea A fermata Giulio Agricola.
  • In autobus, linee 650 e 789.
  • In auto, parcheggio lungo via Lemonia (strisce bianche).