Prima il vino versato sui libri, poi spinte, insulti e parolacce. Momenti di tensione ieri al Romics, la fiera del fumetto, allo stand dell'editore Shockdom. Tra i libri in mostra c'è anche una raccolta di strisce satiriche sul duce, "Quando c'era Lvi". Un libro non gradito ad alcuni esponenti dell'estrema destra romana che per questo hanno preso di mira il gazebo. "Un'ora fa tre persone sono andate al nostro stand e hanno fatto circa 500 euro di danni. Noi eravamo andati via da un po'", scrive su Twitter l'autore dei testi del libro, Daniele Fabbri. E poi: "Per ora rettifico che i danni non sono 500€ ma intorno ai 1000€,e il numero delle persone non è tanto certo quanto il fatto che siano m…".

Oggi, il giorno dopo, è arrivata la rivendicazione del responsabile dell'episodio. Si tratta di Davide Di Stefano, esponente di CasaPound, coordinatore nazionale di "Sovranità" e fratello di Simone, che è candidato alle prossime elezioni comunali di Roma con il movimento dei "Fascisti del terzo millennio". Nel video pubblicato su Facebook dallo stesso esponente di CasaPound, si vede Di Stefano inciampare, per finta, e far cadere un bicchiere pieno di vino sui libri della casa editrice. Poi ne lancia a terra altri e comincia uno scambio di insulti tra lui e i ragazzi della Shockdom. Sempre su Facebook Di Stefano scrive

"Gli autori del fumetto ‘Quando c'era lui' e i responsabili di Schokdom, sulle loro pagine Facebook si stanno producendo in decine di post piagnucolanti da diverse ore. Parlano di migliaia euro di danni, di tavoli rovesciati, di intimidazioni. Si stanno trasformando in martiri dell'antifascismo per vendere qualche decina di copia in più del loro squallido fumetto. Un'opera ‘satirica' che punta tutto su battute del tipo "CasaPound è come una scatola di cioccolatini, pieno di cose marroni", su immagini di Mussolini a testa in giù o con dei peni disegnati sulla testa. Un'opera ridicola che non è altro che il plagio di tavole realizzate da Zerocalcare qualche anno fa, solo che fa molto meno ridere. Ebbene il colpevole di questo "assalto", di questo "raid", sono io".