Ha raccontato di essere stata sequestrata e picchiata all'interno del centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa a via del Frantoio a Tiburtino III. Pamela è una delle protagoniste della vicenda (ancora dai contorni confusi), che ha portato all'assalto da parte di un gruppo di residenti del centro per rifugiati e richiedenti asilo. E ora è stata denunciata per aver aggredito e ferito un rifugiato eritreo.

La versione della donna denunciata.

Secondo la sua versione, la donna sarebbe entrata nel centro per protestare contro l'aggressione da parte di un rifugiato a un gruppo di ragazzini del quartiere, tra cui il nipote di 12 anni venendo malmenata e sequestrata. Poi avrebbe chiesto aiuto scatenando l'assalto e il ferimento di un 40enne di nazionalità eritrea, riconosciuto responsabile in contumacia dalla folla di aver lanciato delle pietre alla comitiva di giovanissimi.

Il rifugiato aggredito: "Non ho tirato pietre contro i ragazzi"

Ora la donna, già nota alle forze dell'ordine, dovrà rispondere dell'accusa di lesioni aggravate dall'uso di un'arma per la colluttazione in cui il rifugiato è rimasto ferito alla schiena, venendo medicato all'ospedale Sandro Pertini. Dall'ospedale ha negato con decisione di aver aggredito il gruppo di ragazzini con delle pietre, nonostante questi lo prendessero in giro.

La tensione rimane alta a Tiburtino III.

La tensione rimane alta nel quartiere di via Tiburtina, dove da quasi un anno l'estrema destra soffia sul malcontento per la presenza del centro in via del Frantoio, con manifestazioni e contro manifestazioni. Dai giorni successivi l'assalto al centro la presenza di polizia continua ad essere costante per evitare che a partire da un pretesto qualsiasi, la situazione esploda con gravi conseguenze.