"The Art of the Brick". Dal 28 ottobre al 14 febbraio le opere di Nathan Sawaya saranno esposte Set, spazio eventi di via Tirso a Roma. Le sculture dell'artista statunitense, famoso per realizzare da oltre dieci anni le sue opere d'arte integralmente con i famosi mattoncini Lego arrivano finalmente nella capitale. La mostra, in giro dal 2007, rappresenta un successo di livello mondiale, tanto da essere inserita dalla Cnn tra le 10 mostre nel mondo da non perdere, arriva per la prima volta nella Capitale.

I visitatori potranno vedere e girare attorno a oltre 80 sculture di Sawaya, tra reinterpretazioni dei classici dell'arte moderna e rinascimentale, dalla Gioconda all'Urlo, ma anche un dinosauro T-Rex lungo sette metri. "Credo che le mie opere catturano il pubblico perché sono giocattoli Lego, familiari a tutti. Quindi propongo un'arte che è democratica e accessibile a tutti, in cui ognuno può trovare il proprio approccio", ha spiegato Sawaya. E in effetti chi tra i suoi ricordi da bambino non ha le costruzioni più famose del mondo?

"Il mattoncino Lego si trova a metà strada tra l’essere un oggetto moderno e vintage al tempo stesso, mai fuori moda e sempre attuale – si legge nella presentazione della mostra – Non c’è niente di più difficile che resistere all’attrazione del colore e delle forme di una pila di Lego davanti a noi!  The Art of the Brick pone la creatività e il gioco al centro della mostra.  Si parte ammirando l’immaginazione e la bravura dell’artista che riesce a coinvolgerci fino a stimolare la creatività di tutti. Le opere in mostra sono una piccola parte di tutto ciò che ognuno di noi, con la propria fantasia, può sperimentare grazie ai mattoncini Lego".

E la forza dell'arte di Sawaya risiede proprio nel trasformare "questo giocattolo comune in qualcosa ricco di significato, commovente e spesso provocatorio, insieme alla sua devozione per la perfezione spaziale ed al modo in cui egli concettualizza l’azione, gli permettono di prendere qualcosa con cui quasi ogni bambino ha giocato elevandolo allo stato dell’arte contemporanea".