Non si ferma la protesta dei tassisti  che oggi da tutta Italia arriveranno sotto Montecitorio dopo sei giorni di serrata nelle principali città del Paese. Protestano contro un emendamento al così detto decreto Milleproroghe firmato dai senatori del Partito democratico Linda Lanzillotta e Roberto Cociancich, e già approvato a Palazzo Madama, che favorirebbe secondo le auto bianche e i loro rappresentanti la diffusione di Uber e degli Ncc, deregolamentando di fatto il settore.

Già dalle 9.00 in centinaia già si trovano in piazza Montecitorio. Bandiere tricolori e cartelli. Ai tassisti si sono aggiunti gli ambulanti che protestano contro la ricezione della direttiva Bolkestein che impone la liberalizzazione del commercio in moltissimi settori.  ‘Il servizio pubblico Taxi non è in vendita', si legge in un cartello, mentre in decine scandiscono senza sosta lo slogan ‘Uber Uber vaffanculo'. Alcune centinaia di manifestanti hanno occupato via del Corso con striscioni e lanciando cori.

In piazza anche la sindaca Virginia Raggi, che si è dichiarata dalla parte dei tassisti partecipando per alcuni minuti alla manifestazione. Momenti di tensione alla sede nazionale del Partito democratico in largo del Nazareno, dove un gruppo di manifestanti si è spintonato con le forze dell'ordine al termine di un lancio di uovo. Dopo alcuni minuti di tensione le forze dell'ordine hanno caricato i manifestanti.

Tassisti divisi su incontro con ministro Delrio: "Prima ritirino emendamento"

"C'è una situazione non regolamentata da tempo. Dobbiamo garantire da un lato i diritti dei cittadini e dall'altro anche i diritti di chi ha investito nella propria azienda, cioè i tassisti", ha ammesso lo stesso ministro. Il fronte dei tassisti però è diviso: da una parte chi si sederà al tavolo di confronto con il ministro Graziano Delrio, dall'altra chi di trattative non vuole sentire parlare fino al ritiro dell'emendamento. E a Roma si rischia una giornata da incubo con il centro paralizzato da centinaia di autobianche e il rischio concreto di tensioni.  Il tanto contestato emendamento, rimanda al 31 dicembre 2017 la regolamentazione dei servizi taxi e bcc, aprendo il mercato a Uber e alle altre applicazioni simili.