Dopo i disordini legati allo sgombero dei rifugiati eritrei e somali in piazza Indipendenza, a Roma, la procura della Capitale starebbe ipotizzando di aprire un'indagine per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. È quanto riporta l'agenzia di stampa Ansa, spiegando che da piazzale Clodio sono in attesa di una prima informativa da parte della Digos per poter poi aprire formalmente l'inchiesta. Gli episodi che configurerebbero il reato più grave, il tentato omicidio, sono il lancio di alcune bombole di gas, pietre e altri oggetti contro le forze dell'ordine da parte di alcuni rifugiati. Scene che sono state documentate da alcuni dei video relativi alle operazioni di sgombero, che sono iniziate questa mattina all'alba e sono andate avanti fino al primo pomeriggio.

Avviati anche approfondimenti nei confronti dei poliziotti impegnati nello sgombero.

Secondo quanto riporta la questura di Roma, le immagini delle aggressioni sarebbero già state isolate. Il bilancio della polizia parla di due persone fermate, anche se sarebbero quattro in totale i cittadini stranieri la cui posizione è al vaglio degli inquirenti. La questura ha allo stesso tempo avviato accertamenti anche nei confronti dei propri agenti impegnati nelle operazioni di stamani, che secondo quanto ha riportato Medici senza frontiere avrebbero provocato 13 feriti, tra cui alcune donne colpite dal getto degli idranti utilizzati dalla polizia. In un filmato pubblicato da fanpage.it si sente infatti una persona, forse un funzionario del reparto mobile, affermare a proposito di alcuni rifugiati che scappavano: "Devono sparire, se tirano qualcosa spaccategli un braccio". Dalla questura hanno inviato una nota, spiegando di aver avviato approfondimenti per valutare se vi siano state irregolarità nelle operazioni di sgombero.