È scontro tra Comune e Regione sui contagi da Chikungunya, la febbre virale che ha infettato già sette persone tra Roma e Anzio nelle scorse settimane. Nella serata di ieri la Regione Lazio ha convocato il Campidoglio per discutere in merito alle misure da intraprendere. "Ci hanno convocato con grave ritardo e scegliendo stranamente di comunicarlo a mezzo stampa", ha dichiarato oggi l'assessora capitolina alla Sostenibilità ambientale, Pinuccia Montanari.

L'assessora capitolina Montanari: "Il Comune già in campo"

“Gli attuali casi di positività sono stati notificati dalla ASL al Dipartimento Ambiente di Roma Capitale solo venerdì scorso  e a seguito della segnalazione il nostro Dipartimento si è attivato immediatamente nella giornata di ieri, lunedì 11 settembre, per effettuare sopralluoghi e convocare una riunione di coordinamento tra gli Enti interessati, inclusa la Regione Lazio. Tuttavia, appreso per le vie brevi che la stessa Regione intendeva convocare la riunione si è ritenuto opportuno non procedere con la propria convocazione”, spiega Montanari. L'assessora assicura che già stamattina, "indipendentemente dai tempi non proprio tempestivi della Regione", gli operatori del Campidoglio erano già sul campo per sopralluoghi e interventi. "L’amministrazione capitolina dal mese di maggio sta attivamente monitorando l’infestazione della zanzara tigre, adottando prontamente le misure di prevenzione e lotta attiva prevista dalla normativa vigente. A seguito delle prime notifiche di casi sospetti, confermati nel mese di agosto, l’ufficio competente del dipartimento ha effettuato i sopralluoghi e gli interventi con l’ausilio degli operatori AMA”, informa ancora l'assessorato.

Risponde la Regione: "Nessun nostro ritardo"

"Il Campidoglio è stato avvertito venerdì dei quattro casi di Chikungunya. L'8 settembre alle ore 13.26 l'Asl Rm2 inviava via Pec al Comune di Roma una richiesta urgentissima di disinfestazione sul territorio. Invitiamo l'assessore Montanari ad evitare polemiche pretestuose e a impegnarsi come tutti alla migliore risoluzione della vicenda", è la risposta della Regione Lazio.