in foto: Sara Di Pietrantonio e il suo assassino, Vincenzo Padulano.

A quasi tre mesi dalla condanna all'ergastolo per Vincenzo Paduano, guardia giurata di 27 anni, per l'omicidio della sua ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, studentessa di 22 anni, sono state rese note le motivazioni che hanno spinto il gup Gaspare Sturzo a emettere la sentenza di carcere a vita. Secondo il giudice, il comportamento di Paduano, che aveva maturato una vera e propria ossessione per Sara, nonostante il loro rapporto sentimentale si fosse concluso, è stato dettato dal fatto di aver perso il controllo su di lei: il 27enne non si sentiva più padrone della vita della ragazza.

"Il rifiuto di Sara di subire ancora la presenza di Paduano nella sua vita e, quindi, la conseguente perdita del dominio fino allora da questi esercitato sulla ragazza sono il movente del delitto e sono elementi che rappresentano al tempo stesso un indice della spregevolezza del fatto quale motivo abietto" si legge nella sentenza di Sturzo. Il gup, nella condanna all'ergastolo dello scorso 5 maggio, ha accettato anche le richieste di premeditazione avanzate dai pm. "Il pedinamento di Sara – continua Sturzo – non solo telematico ma anche fisico, non è un dato occasionale ma una costante dei profili della condotta illecita di Paduano".

L'omicidio di Sara Di Pietrantonio.

È la sera del 29 maggio del 2016. Vincenzo Paduano aspetta Sara, la sua ex, sotto casa del nuovo ragazzo che lei sta frequentando, la segue e la costringe a fermarsi. Dà fuoco prima all'auto di lei, ma la ragazza riesce a fuggire in direzione di un bosco. Il ragazzo la raggiunge, la strangola e poi dà fuoco anche al suo corpo. È così che viene ritrovata Sara Di Pietrantonio, semicarbonizzata nei pressi di via della Magliana.