Ci sono almeno due ipotesi investigative al vaglio sul terribile rogo costato la vita a tre sorelle in via Mario Ugo Guattari a Centocelle, Roma. Si parte da un video, ricavato dalle telecamere di sorveglianza della zona. Nel filmato è ripresa una persona, a volto scoperto, che lancia una bottiglia incendiaria verso il veicolo dove dormivano undici componenti di una famiglia di etnia rom, e poi fugge via quando si alzano le prime fiamme. Quando la fiammata si alza, le telecamere non riprendono più nulla. A quanto si apprende si indaga anche sull'identità di un gruppetto di giovani della zona che, secondo alcune testimonianze, sarebbero stati visti sghignazzare. Non si sa se l'evento sia o meno collegato alla strage, di certo c'è che gli inquirenti si muovono anche in questa direzione. Si cerca qualsiasi oggetto che possa far risalire al Dna di chi ha appiccato il rogo.

Chi è questa persona? La Procura di Roma sta procedendo per omicidio volontario e incendio doloso: il gesto è volontario, chi ha fatto ciò voleva causare il maggior male possibile e c'è riuscito, ammazzando tre persone. Ma qual è il movente? È razzismo, xenofobia, odio puro riversato su un gruppo di innocenti, colpevoli solo di essere rom e vivere in un camper che di notte è facile da assediare e colpire? Chi ha deciso di riempire, appiccare e buttare ‘na boccia su un veicolo pieno zeppo di esseri umani?  Venerdì sera – lo hanno riferito alcuni testimoni – nella zona un altro camper è andato a fuoco, per fortuna era vuoto.

C'è anche un'altra ipotesi e riguarda invece l'atto d'odio maturato all'interno della comunità rom dove – secondo alcune testimonianze raccolte durante le prime indagini – pare che la numerosa famiglia Halinovic, avesse consumato alcuni screzi con altre famiglie. Anche per questo nelle prossime ore saranno ascoltate altre persone. Chi opera nel sociale con le famiglie rom spiega però che non è questa la modalità con la quale i nomadi ‘risolvono' le questioni. Violente risse, coltelli, pistole, ma non una molotov.

Di certa c'è solo una cosa: la strage di Centocelle, così verrà ricordata, al pari di quella di Tor Fiscale nel 2011, è avvenuta per volontà criminale, anche se non è chiaro il movente. Elisabeth, Francesca e Angelica Halinovic, venti, otto e quattro anni d'età, sono morte bruciate vive. E il loro assassino è ancora a piede libero.