Anche la Croce rossa italiana si schiera contro la decisione di chiudere le fontanelle pubbliche a Roma. Da domani 3 luglio, infatti, per decisione dell'Acea (la multiutility che gestisce le risorse idriche della Capitale) per tutto il mese di luglio saranno chiuse 30 fontanelle d'acqua pubbliche al giorno, i cosiddetti "nasoni". La decisione, definita emergenziale, è stata presa come risposta alla grave siccità che ha colpito Roma (e altre città d'Italia), ma rischia di colpire soprattutto le persone che vivono in uno stato di povertà ed emarginazione, come i senza fissa dimora.

Ecco allora che la Croce Rossa Italiana, unendosi ad altre associazioni che già sono intervenute, ha fatto appello alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, affinché non vengano chiusi “i nasoni”: "Con il caldo sono preziosi per i senza fissa dimora". La Cri sottolinea come il provvedimento costituisca "un rischio per le persone senza dimora, soprattutto perché siamo in una stagione calda quando c’è bisogno di bere molto e le fontanelle sono spesso una preziosa fonte per queste persone per dissetarsi oltre che per lavarsi".

Era stato il presidente dell'associazione 21 luglio a quantificare il numero di persone colpite dal provvedimento della sindaca: diecimila persone. La Croce rossa ha chiesto alla prima cittadina di considerare altre forme di intervento. Nel frattempo ha annunciato l'aumento della fornitura di acqua durante le uscite serali e notturne: "Ma non può essere questa una soluzione. Ci auguriamo che il sindaco voglia ascoltare il nostro appello e quello delle altre associazioni che già si sono espresse in tal senso".