"Ad Ama la raccolta dei rifiuti e a terzi (privati) la filiera dei profitti, circa 2 miliardi di euro trasferiti dalla tasche dei romani ai profitti dei privati, nessuna localizzazione di impianti (si parla solo di impianti compost e un impianto multimateriale), meno impianti di proprietà Ama e minori ricavi dalla raccolta differenziata". Questa la denuncia delle consigliere capitoline del Partito democratico Valeria Baglio e Ilaria Piccolo che hanno esaminato il Piano industriale di Ama, firmato il 4 maggio del 2017, dopo un accesso agli atti. Secondo le esponenti dem il piano del Movimento 5 stelle prevede la dismissione da parte della municipalizzata del Campidoglio degli ecodistretti, non è previsto nessun impianto, tranne impianti di compostaggio da 100.000 tonnellate l'anno, di cui però non è specificata l'ubicazione, così come per un impianto per il trattamento del multilaterale.

"Così si condanna Ama alla sola raccolta destinando la filiera dei profitti ai privati", sottolineano Baglio e Piccolo. "Il piano vigente prevedeva 4 ecodistretti tutti da realizzare su aree pubbliche ed altri impianti per un totale investimenti di 300 mln. Il piano 5 stelle prevede quindi nel 2021 la gestione da parte di terzi del 70% dei rifiuti che in termini economici vuol dire, per i 14 anni di affidamento ad AMA, circa 2 miliardi di euro trasferiti dalla tasche dei romani ai profitti dei privati". Inoltre le esponenti dell'opposizione denuncino come gli impianti Tmb, lungi dall'essere chiusi, sarebbero riconvertiti a "Fabbrica di materiali", con un sezione aggiuntiva che però  "non elimina il Trattamento meccanico-biologico", che è quello che reca forti disagi ai residenti attorno agli impianti di Rocca Cencia e Salario.