La Regione Lazio è stata condannata dal Tar a risarcire di 37 milioni di euro la E.Giovi, una delle aziende di Manlio Cerroni, l'imprenditore capitolino dei rifiuti e proprietario dell'area della discarica di Malagrotta. Il processo sulla questione delle tariffe di conferimento dei rifiuti nella ormai ex discarica di Malagrotta è durato quasi 15 anni e riguarda il periodo 2002-2005. La condanna, se fosse confermata anche dai giudici del Consiglio di Stato di Palazzo Spada, porterà le casse pubbliche a pagare una cifra salata.

Il prezzo dei rifiuti a Malagrotta.

Nel 2002 Manlio Cerroni, oggi sotto processo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, ha presentato agli uffici di via della Pisana un documento con l’elenco dei costi da sostenere per tenere aperto l'impianto di Malagrotta, dove portare i rifiuti della Capitale. L’atto, come previsto dalla normativa nazionale ed europea, è certificato da una società di revisione terza. La Regione ha dovuto rispondere per determinare il prezzo di conferimento della spazzatura che il 12 dicembre 2002, dopo settimane di verifiche, ha fissato a 34,36 euro a tonnellata.

Le responsabilità di Ama.

La palla passa ad Ama, che propone una importante decurtazione del prezzo. "Così la municipalizzata dei rifiuti si è fatta lo sconto: nel 2002 pagava 24,32 euro, poi la cifra si è aggiornata fino ai 26,67 euro del 2005. La E.Giovi ha accolto con riserva il prezzo e presentato contemporaneamente ricorso che alla fine abbiamo vinto. La differenza? Si tratta di 37 milioni compresi interessi o sconto: nel 2002 pagava 24,32 euro, poi la cifra si è aggiornata fino ai 26,67 euro del 2005. La E.Giovi ha accolto con riserva il prezzo e presentato contemporaneamente ricorso che alla fine abbiamo vinto. La differenza? Si tratta di 37 milioni compresi interessi", è la spiegazione, riportata da Repubblica, del presidente delle aziende di Cerroni, l’avvocato Candido Saioni.