La sindaca di Roma Virginia Raggi, nel corso di una conferenza stampa comunicata last minute, ha presentato il piano per il progressivo superamento dei campi rom, già anticipato dall'Associazione 21 luglio, e di cui Fanpage.it aveva sottolineato i punti critici alcuni mesi fa. "Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi rom. Iniziamo chiaramente con due campi, La Barbuta e Monachina, ha scandito la sindaca per poi aggiungere che è arrivato finalmente il momento di fermare la "mangiatoia che per troppi anni c'è stata sui campi da parte della criminalità e di mafia capitale".

Per la chiusura di Barbuta e Monachina saranno utilizzati 3,8 milioni di euro di fondi europei, con cui saranno finanziati anche percorsi di accompagnamento all'abitare e all'occupazione per due anni, rivolti alle famiglie disposte a firmare un Patto di responsabilità con Roma Capitale. "Il percorso che si intende percorrere a Roma poggia su 4 assi: scolarizzazione, occupazione, salute, abitazione. Sono previste per questo misure temporanee di sostegno alle persone Rom Sinti e Caminanti in condizioni di fragilità che accompagnino il processo di superamento dei campi", ha aggiunto Raggi. Vale la pena sottolineare però come nel frattempo nei campi siano stati chiusi tutti i servizi contro l'esclusione e la scolarizzazione si è ridotta ad una navetta gestita dalla Multservizi.

"La cosa fondamentale è che le linee guida per il superamento dei campi rom prevedono l'utilizzo di fondi europei- ha spiegato Raggi – l'Italia ha avuto a disposizione dei fondi che non ha utilizzato continuando a spendere tra i 24 e i 30 milioni di euro annui per tenere in vita i campi. Noi andiamo a prendere le risorse europee e andiamo a fare quello che da anni Roma chiedeva, il superamento dei campi. Capite che siamo visibilmente soddisfatti".

Una trionfalismo che non è per nulla condiviso dall'Associazione 21 luglio, da anni in prima fila nella tutela dei diritti della popolazione rom di Roma, che già aveva messo in evidenza i problemi di un piano che, secondo i calcoli dell'associazione, riguarderebbe una piccola parte dei 7000 cittadini rom presenti a Roma negli insediamenti formali e informali. Un modo per tornare alla "discriminazione e alle baraccopoli abusive".

"La drammatica situazione di quanti vivono oggi nelle baraccopoli romane – afferma Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – non richiede slogan improntati sul rispetto della legalità e la trasparenza e impegni di massima sui quali tutti, o quasi, siamo concordi. C’è urgenza, oggi più che mai, di un Piano sociale vero, che indichi tempi, insediamenti da superare, quantificazione delle risorse umane ed economiche da impiegare, perché tale problematica la si risolve aggredendola con operazioni incisive, chiare e definite".