La promessa di un posto fisso in banca, l'aspetto gentile, elegante e raffinato. Hanno convinto centinaia di giovani a pagare per partecipare a concorsi che, questo l'accordo, avrebbero consentito loro di avere un impiego alla Bnl a tempo indeterminato. Si è rivelato un imbroglio. Stando a quanto racconta il Messaggero i ragazzi dovevano versare dei soldi per accedere alla prova, ma al termine nessuno è mai stato assunto. La truffa sarebbe stata architettata da tre donne, finite a processo insieme a nove complici. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, truffa, falso e sostituzione di persona.

I finti concorsi venivano organizzati in lussuosi alberghi di Roma e consistevano in domande di economia, lingua. cultura generale e test psicoattitudinali. Secondo l'accusa gli indagati avrebbero, "con artifizi e raggiri, indotto in errore numerosi candidati così procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno". Gli inquirenti hanno ricostruito che ogni ragazzo, per lo più giovanissimi neo laureati alla ricerca di lavoro, avrebbero sborsato un minimo di 1.500 euro (e un massimo di 5.000) per accedere al falso esame. In totale sono in circa 200 ad essersi costituiti parte civile al processo. La truffa è stata scoperta e denunciata cinque anni fa, nel 2012.