A Parigi le Olimpiadi del 2024 e a Los Angeles quelle del 2028: l’accordo raggiunto tra le due città e il Comitato olimpico internazionale garantisce a entrambe di poter ospitare i giochi olimpici. Con 1,7 miliardi di dollari a disposizione della capitale francese per il 2024 e altrettanti per il 2028. La decisione è stata l’occasione per molti esponenti del Pd di tornare sul ritiro della candidatura di Roma (avallata dall’assemblea capitolina sotto la giunta Marino) da parte dell’amministrazione a guida pentastellata di Virginia Raggi. “Parigi gode, Roma soffre”, sintetizza il concetto il segretario del Pd Matteo Renzi, aggiungendo: “Eravamo favoriti, abbiamo buttato via una grande occasione per una scelta assurda. Che peccato”.

Renzi si sofferma sui soldi che sarebbero potuti arrivare a Roma in caso di assegnazione dei giochi olimpici: “Quasi due miliardi di dollari alle periferie di Parigi e altrettanti a Los Angeles. E dire che esattamente un anno fa, alla cena del Comitato Olimpico a Rio, tutti davano Roma favorita”. “Chi ha detto no a questo sogno – continua il segretario del Pd – risponderà delle proprie scelte davanti a un'intera generazione di italiani, non solo di sportivi”. L’attacco all’amministrazione Raggi diventa poi più duro: ”Al comune di Roma erano troppo impegnati a cambiare assessori, licenziare manager, segnalare aziende amiche, prepararsi ai processi per pensare al futuro. Come per l'Expo a Milano, più che per l'Expo a Milano, Roma poteva svoltare. Oggi gode Parigi, non Roma”, ha aggiunto ribadendo su Facebook il suo messaggio.

A fargli eco anche Stefano Esposito, senatore del Pd: “Roma a pezzi, Atac affoga, la Raggi ha regalato le Olimpiadi e 1,7 miliardi ai francesi. A loro i soldi, a noi giunta moltiplica poltrone”, polemizza su Facebook. Secondo il senatore dem Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura e Sport di Palazzo Madama, “rinunciare alle Olimpiadi è costato caro a Roma, ma anche i protagonisti di quella decisione, sindaca e giunta M5s, non stanno molto bene”. "Oggi Parigi festeggia – aggiunge – mentre nella Capitale si assiste ad un declino indescrivibile, con una sindaca, Virginia Raggi, impegnata in un vero e proprio scontro di potere. Dispiace per la grande occasione persa”.

Sui fondi per le periferie delle città che ospiteranno le Olimpiadi si concentra anche Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e consigliere capitolino del Pd: “C’è tanta rabbia nel vedere che le altre città sottoscrivono accordi per ricevere fondi destinati alle periferie. E mentre gli altri paesi si organizzano, presentano progetti di riqualificazione urbana e di sviluppo delle aree più degradate, Roma affonda nel caos e nelle brame di potere del M5s”.

Malagò: No a Olimpiadi "decisione suicida e autolesionista"

Oltre agli esponenti del Pd, anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è tornato a scagliarsi contro la scelta dell’amministrazione capitolina a guida M5s, parlando di una “decisione suicida e autolesionista”. Parlando ai microfoni di Rete Sport, Malagò ha allargato il discorso al tema stadio della Roma, una vicenda ritenuta “la prova provata della follia legata alla scelta delle Olimpiadi”: “L’attuale amministrazione ha detto ‘rifacciamo il progetto come vogliamo noi’, se ne sono anche vantati. Allora la stessa scelta, anziché per uno stadio di proprietà di un americano, con finalità di lucro, non era meglio farla per le Olimpiadi di cui avrebbero beneficiato tutti i romani e con il Cio pronto a dare i fondi per sostenerle?”.

“La madre di tutti gli errori” è la definizione che Malagò dà alla decisione di rinunciare alle Olimpiadi. "Quello che avevo cercato disperatamente di dire, ma non siamo stati nemmeno ricevuti, è di ascoltare un attimo e lasciare aperta una fessura. Bastava questa e oggi ci sarebbe un’idea, un sogno, un progetto. Una visione della città che Los Angeles, da oggi a 11 anni, si ritrova ad avere senza neanche una competizione di voto con altre città”. Malagò conclude aggiungendo che, in più, a queste città “danno quei soldi che proprio servirebbero per sistemare Roma: oggi invece non hai né la prospettiva né i mezzi finanziari che per la prima volta il Cio ti dava”. Il presidente del Coni è pessimista anche per il futuro: “Si riparla di Olimpiadi nel 2032, ma se domani Milano, Napoli o altre vogliono avanzare qualcosa tutto è pregiudicato da quello che è successo. Oggi anche i più contrari devono dire che è stato un errore madornale”.