Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato che nel 2018 si ricandiderà alla carica di governatore. Per farlo ha deciso la visita ad Amatrice, epicentro del sisma che ha devastato i comuni a cavallo tra Lazio e Marche lo scorso 24 agosto, provocando quasi 300 vittime.

E per farlo punta nuovamente sulla formula del centrosinistra, con cui ha governato prima la Provincia di Roma e ora in Regione. "È il tempo di prepararci politicamente alle elezioni del 2018. Propongo che dopo l'estate si dia vita agli stati generali del centrosinistra del Lazio", ha spiegato a margine del sopralluogo nel comune terremotato.

"Siamo una coalizione larga, dobbiamo confermare una coalizione larga e vincente che raccolga, non solo le forze politiche del centrosinistra, ma quella miriade immensa di forze che già, 4 anni fa ci fece vincere. Forze – ha aggiunto – fatte di associazioni, di gruppi, di società civile, di tanti sindaci che, in questi anni, sono state eletti con le liste civiche e sono un patrimonio immenso". Non mancherà dunque all'appuntamento la sinistra che fa riferimento al suo vice Massimiliano Smerigilio, convinta di proseguire l'esperienza con il Partito democratico, tanto da lasciare Sinistra Italiana per aderire al Campo Progressista di Pisapia e confluire nei gruppi di Mdp con gli ex Pd di Bersani e Speranza

Zingaretti ha anche sottolineato i risultati raggiunti: "Ieri con la firma del decreto sulle liste di attesa, per esempio, si è segnato un altro passo storico verso il compimento di un progetto di risanamento e rilancio del Lazio. Per ciò che riguarda ancora la sanità, i trasporti, il bilancio e la trasparenza stiamo facendo di tutto per rispettare il programma annunciato in una regione drammaticamente segnata anche dall'emergenza del terremoto senza dimenticare la fase di ricostruzione avviata".

Zingaretti, dato spesso come il futuro leader del Partito democratico ad ogni crisi di leadership, ha preferito finora tenersi lontano dall'agone nazionale. Tirato per la giacchetta da una parte e dall'altra, ha appoggiato il segretario e premier Renzi nella battaglia per il ‘sì' al referendum costituzionale, poi perso, mentre nel congresso in corso appoggia la candidatura di Andrea Orlando.