La Asl Roma 6 è stata condannata a risarcire con 660.000 euro i familiari di un uomo morto nel 2009 per un tumore ai polmoni non diagnosticato durante delle analisi tre anni prima. La condanna in primo grado è stata stabilita dal Tribunale civile di Velletri, che ha accolto le richieste dell'avvocato Fabio Gaudino, che rappresentava i familiari della vittima nel procedimento

Per il giudice Renato Buzi, che ha messo un primo punto alla causa, esiste un nesso tra "l'inesatto adempimento" del radiologo degli ospedali riuniti di Anzio e Nettuno, e la morte dell'uomo, riconoscendo così il risarcimento per danni morali.

La vicenda inizia nel giugno del 2005, quando l'uomo si reca a fare una tac nella struttura sanitaria. Il referto non riporta anomalie ai polmoni. Tre anni dopo, dopo aver perso sangue dalla bocca, il paziente torna a sottoporsi di nuovo ad una tac, che questa volta individua un tumore molto esteso al polmone destro. Troppo tardi: inutili chemioterapia e operazioni chirurgiche.

Secondo i periti il tumore era lì anche nel 2005, solo che i medici non l'hanno visto. Se il tumore fosse stato preso per tempo sarebbe stato curabile, queste le conclusioni degli esperti medico legali nominati dal Tribunale.