Le ballerine, prevede la legge italiana, devono andare in pensione al raggiungimento dei 47 anni di età, mentre gli uomini possono aspettare il compimento dei 52 anni di età. Questo, secondo le danzatrici del teatro dell'Opera di Roma, rappresenterebbe un caso di discriminazione in violazione delle norme comunitarie. I loro ricorsi sono stati inviati alla Corte di Cassazione, che a sua volta li ha spediti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea che esaminerà il caso. La legge italiana fissa l'età pensionabile per i lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie dei tersicorei e ballerini a 45 anni, per uomini e donne. Per i ballerini assunti a tempo indeterminato è prevista però una deroga in cui è introdotta una differenza di genere: 47 anni per le donne, 52 per gli uomini.

Secondo la Corte di Cassazione, le norme in questione – e cioè la legge di riordino dei lavoratori dello spettacolo del 2010 – potrebbero violare il principio comunitario di "non discriminazione in base al sesso". Tra l'altro una simile deroga, come si legge sul sito dell'Inps, è prevista anche per attori di prosa, operetta, rivista varietà ed attrazioni, presentatori e disc-jockey,  attori generici cinematografici, attori di doppiaggio cinematografico,  direttori d’orchestra, figuranti e indossatori. I lavoratori uomini di queste categorie possono andare in pensione a 63 anni, mentre le donne a 58. Inoltre gli artisti lirici, i professori d’orchestra, gli orchestrali, i coristi, i concertisti e cantanti di musica leggera uomini possono andare in pensione a 60 anni, mentre le donne a 55.