"La sorella più grande si è fermata per salvare le due sorelline più piccole ed è rimasta lì dentro". Tutte e tre, le bambine di quattro e otto anni e la maggiore, di 20, sono morte nel rogo del loro camper, incendiato ieri notte da una molotov lanciata da un uomo, che per il momento resta ancora senza un nome. Di lui si conosce solo la sagoma, registrata in un video ripreso da una telecamera di sicurezza. La sorella maggiore, racconta una zia a una videoreporter di Fanpage.it, avrebbe potuto salvarsi dalle fiamme, ma ha preferito rimanere insieme alle piccole tentando di metterle in salvo. Il padre e la madre, invece, in quel momento si trovavano all'esterno insieme agli altri figli.

L'autore del lancio della bottiglia incendiaria, ormai ne sono quasi certi gli inquirenti, sarebbe un residente nei campi nomadi della Capitale. Forse una ritorsione o una guerra tra famiglie rivali potrebbe essere la causa del terribile omicidio di ieri notte a Centocelle. Da questa mattina il campo di via Salviati è presidiato dalle forze dell'ordine, che non fanno entrare o uscire nessuno. Proprio là gli investigatori avrebbero trovato un furgone bianco con cui il responsabile dell'incendio si sarebbe recato nei pressi del centro commerciale Primavera, sul cui tetto-terrazzo era parcheggiato il camper distrutto dalle fiamme. Secondo quanto riporta il Messaggero, ci sarebbe un sospettato che gli investigatori starebbero cercando in queste ore in tutti gli insediamenti nomadi della Capitale, in particolare proprio in quello di via Salviati.