Non vendetta, ma giustizia chiede la mamma di Luca Varani, il 23enne torturato e ucciso con almeno cento coltellate a marzo dello scorso anno in un appartamento al Collatino, periferia di Roma. "Non chiediamo vendetta perché non ci porta da nessuna parte, ma giustizia. Siamo fiduciosi nella giustizia, in una pena commisurata al reato commesso", ha detto la signora Silvana in un'intervista in esclusiva a "Porta a Porta". Luca fu massacrato al termine di un festino a base di alcol e droga durato tutta la notte. Per il suo omicidio sono finiti a processo Manuel Foffo e Marco Prato. Il primo ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato e per lui gli inquirenti hanno chiesto una condanna a trent'anni di carcere. Prato ha invece deciso per il processo con rito ordinario.

La mamma di Varani: "Era speciale, ma molto sfortunato"

L'accusa per entrambi è di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà e dai motivi futili e abietti. Secondo quanto ricostruito dalla procura i due giovani hanno drogato e massacrato Varani a colpi di coltello e martello, tagliandoli la gola e infliggendogli un profondo fendente in mezzo al petto. "E' come se fosse stato calpestato non riesco ad accettare questa cosa. Se non fossi andata ad adottarlo forse la sua vita avrebbe avuto un altro esito. Era un ragazzo speciale ma molto sfortunato", racconta ancora la mamma di Luca.