Ci sono due modi per raccontare Tor Bella Monaca ormai consolidati. Il primo prevede la narrazione di un quartiere ad una dimensione, ostaggio della criminalità e dello spaccio di droga. “La Scampia di Roma”, per usare una riduttiva formula giornalistica, che però ha il pregio di sottolineare come le organizzazioni che governano le piazze di spaccio ormai controllano il territorio capillarmente, rispondendo a bisogni sociali aggravati dalla crisi economica. Il secondo tende a sminuire tutte le cose che non vanno a Tor Bella Monaca, spiegando che non tutti sono mafiosi, criminali o spacciano (come se fosse solo una questione di onestà e non esistessero cause sociali), mostrando le tante iniziative sociali che nascono nel quartiere: “Vedete, qua accadono anche cose belle, non dovete criminalizzarci”.

Il punto di vista migliore, per raccontare un quartiere come Tor Bella Monaca, forse è nel mezzo: non nascondere la polvere sotto il tappeto, che vuol dire non solo mostrare lo strapotere dei clan, ma anche denunciare le mancanze delle istituzioni e raccontare chi, con fatica, giorno dopo giorno, prova a fare del quartiere un posto migliore. Raccontare le storie dei sedicenni che fanno le vedette non solo perché sognano di scrivere il loro Romanzo Criminale, ma soprattutto perché qui si campa così. Seguire le iniziative e le vite che fioriscono tra marciapiedi sconnessi e cemento, fragili e testarde.

Da qualche settimana qui ha aperto i battenti il Polo ex Fienile, a largo Mengaroni, a ridosso dell'ultima parte della Tenuta Vaselli, dalla cui lottizzazione è nata Tor Bella Monaca, dove tra cani e giochi per bambini malconci si trovano decine di siringhe usate. La struttura è stata messa a bando da Roma Capitale dopo anni di incuria, e vinta da un consorzio di associazioni con capofila l'Associazione 21 luglio, nata per occuparsi dei diritti dei cittadini rom e sinti ormai 7 anni fa. Qui sorgeva una ‘Casa della Musica', spazio pubblico per le arti e la creatività, uno dei progetti messi in campo in età veltroniana e mai terminato.

Finiti i fondi, niente più note e spartiti, ma solo il ‘degrado'. L'ex Fienile è ostaggio, occupato non dalle realtà sociali ma dall'ex custode. Zona di spaccio e di consumo di stupefacenti, nonostante le richieste dei cittadini delle realtà di zona di restituirlo a un a vocazione pubblica. Poi finalmente il bando e l'idea dell'Associazione 21 luglio di mettere insieme tanti compagni di strada, come l'Associazione Culturale Psicoanalisi Contro-Compagnia Teatrale Sandro Gindro, e il Dipartimento di Studi Storici, Filosofico-sociali dei beni culturali e del territorio della vicina Università di Tor Vergata, e l'associazione che rappresenta El “CHE”ntro sociale, ormai da più di vent'anni presente sul territorio, una vera istituzione nata da un'occupazione di ragazzi del quartiere.

Nel cortile dell'Ex Fienile ci sono ora sei o sette bambini che giocano. Sono i primi iscritti al servizio educativo gratuito per i bambini da 0 ai 6 anni. “Bambini al centro” è un'idea nata per venire incontro alle famiglie in un territorio dove i posti negli asili nido pubblici sono ben al di sotto della media. Tra i piccoli anche diversi giovanissimi abitanti del vicino campo rom di via di Salone. Con loro i volontari di Terra! Onlus, che zappe in mano stanno dando vita ad un orto urbano.

Lo spazio dell'ex Fienile si dipana su tre piani. I locali, semplici e accoglienti, pronti a riempirsi di vita e corpi, comprendono una sala prove e una da ballo, una sala dedicata al teatro, un ufficio con funzione anche di sportello d'orientamento ai servizi, e al piano superiore una terrazza e una cucina con un ampio spazio immaginato per ospitare iniziative culturali e momenti di socialità.

Sul retro dell'ingresso, un palco malconcio e un piccolo anfiteatro di cemento ancora pieno d'erbacce. Era la piccola cavea immaginata per ospitare concerti e spettacoli, come tutto il resto abbandonato prima di poter accogliere orchestre, cantanti, musicisti, attori. Un luogo gravido di promesse e aspettative per il prossimo futuro: “Quest'estate ospiteremo campi di volontariato con gruppi di ragazzi italiani e dall'estero. Vogliamo rimettere mano a questo spazio per farlo tornare a vivere”.