Ancora uno sfregio al Colosseo. Ieri pomeriggio un turista ha inciso il nome della moglie e della figlia su uno dei pilastri dell'Anfiteatro Flavio. A notare la scena è stato il personale addetto alla vigilanza, che ha immediatamente avvertito i carabinieri della stazione di piazza Dante di pattuglia davanti all'ingresso dei turisti. Il responsabile è un cittadino dell'Ecuador di 55 anni. E' stato denunciato a piede libero con l'accusa di danneggiamento aggravato su edifici d'interesse storico e artistico.

Non è la prima volta che si verifica un episodio simile: a febbraio una turista francese ha inciso il suo nome, "Sabrina", su un pilastro, mentre qualche mese prima un'austriaca ha inciso le sue iniziali e ancora prima era stata la volta di due giovanissime visitatrici americane che avevano disegnato le loro iniziali e poi si erano scattate un selfie come ricordo. Recente, è successo a gennaio, è stato il gesto di un gruppetto di vandali: di notte hanno scavalcato la recinzione del Colosseo e hanno scritto la parola "morte" con una bomboletta spray nera sulle mura del monumento. Dopo quest'ultimo episodio il soprintendente Francesco Prosperetti aveva reso noto di star valutando "di creare un'area per così dire di non libero accesso, una zona rossa. Un'area separata non da sistemi fisici o recinzioni, ma da dissuasori come catenelle sul perimetro di questa zona, all'interno della quale sarà installato un sistema di videocontrollo".