Non sono bastate le mediazioni messe in atto dai garanti, dal capogruppo Paolo Ferrara i consiglio comunale e lo stesso impegno della sindaca Virginia Raggi: la fine dell'esperienza di governo del Movimento 5 stelle in VIII Municipio appariva segnata ormai da settimane. Mancava solo il finale da scrivere, e alla fine ci ha pensato il presidente Paolo Pace che ha rassegnato oggi le sue dimissioni.

"Ho protocollato le mie dimissioni per il bene del MoVimento 5 Stelle. – ha spiegato Pace nell'unica dichiarazione della giornata – Era impossibile continuare in queste condizioni, con una maggioranza che si comportava costantemente da opposizione, controllando e criticando ogni atto della giunta prima ancora che venisse prodotto, effettuando veri e propri blitz negli uffici amministrativi e producendo così una indebita e inaccettabile ingerenza che ha provocato le reazioni dei dipendenti, che ringrazio per l'impegno profuso in questi mesi, e dei sindacati".

Da subito si era profilata l'incompatibilità tra Pace, dal carattere piuttosto decisionista e poco disposto alla collegialità, e il grosso dei consiglieri di maggioranza, schierati sicuramente su posizioni più di ‘sinistra' e provenienti dal nocciolo duro grillino, quello che rimpiange i meet up e spinge per un maggior legame tra base e portavoce, secondo il principio originario in base al quale questi ultimi dovrebbero semplicemente mettere in pratica le scelte dei tavoli di lavoro e delle scelte dei cittadini.

Ma la situazione è precipitata attorno al nodo del progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali di Ostiense, quando la fronda dei consiglieri ribelli era arrivata a paventare la richiesta di ritiro del simbolo a Pace e una successiva mozione di sfiducia. La crisi era parzialmente rientrata, ma gli accordi non hanno retto alla tensione.

"Dopo 9 mesi di disastri, divorato dal suo stesso rancore e incalzato da un'opposizione seria e puntuale, esplode il M5s del Municipio Roma VIII e si dimette il Presidente M5s Paolo Pace. – ha dichiarato l'ex presidente Andrea Catarci assieme al consigliere di opposizione Amedeo Ciaccheri – Sono stati 9 mesi di disastri sul territorio, con servizi fondamentali chiusi, associazioni e comitati minacciati nei loro spazi e nelle loro attività, manutenzione urbana ridotta, urbanistica ignorata, piccoli tentativi di clientela a cui si è rinunciato solo perché scoperti".

Ora Pace ha 20 giorni per tornare sui suoi passi, ma le parole del capogruppo in aula Giulio Cesare Paolo Ferrara non sembrano lasciare spazi a ripensamenti: “Quello di Pace è un atto di profonda irresponsabilità politica. Abbiamo tentato in ogni modo di far rientrare la situazione, abbiamo dialogato, cercato punti d’incontro, ma dall’altra parte abbiamo trovato un muro dietro il quale, evidentemente, si nasconde una profonda incapacità a gestire il mandato conferitogli dai cittadini romani. Pace non pensi, ora, di mettersi a fare il piccolo politico, di salire su un carro diverso da quello che l’ha portato alla guida del VIII Municipio. Sarebbe un alto tradimento della fiducia che i cittadini gli hanno assegnato sotto l’egida del MoVimento 5 Stelle: perché, alla fine, i romani hanno votato il M5S e il suo progetto, non una singola persona. Questi sono i principi del MoVimento e Pace, con quello che si appresta a fare, si sta già ponendo fuori dal M5S".