Livelli di diossina superiori di 700 volte rispetto al limite consentito, sforamenti delle quantità di policlorobifenili nell'aria di 4mila volte rispetto alla soglia di sicurezza. I dati, diffusi oggi, di Arpa Lazio in merito all'incendio della EcoX di Pomezia certificano la presenza di valori "estremamente elevati" di agenti inquinanti nelle immediate vicinanze dei capannoni tra il 5 e 6 maggio scorsi. Il giorno in cui il rogo è divampato le rilevazioni delle centraline indicavano una concentrazione di diossine di 77,5 picogrammi per metro cubo a fronte del limite di 0,1 stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità. Per quanto riguarda gli idrocarburi, ne sono stati trovati 9,1 nanogrammi per metro cubo, rispetto a un limite massimo fissato a 1 nanogrammo. Il dato dei policlorobifenili è ancora più alto: 394 picogrammi per metrocubo rilevati  rispetto al limite di 0,1 picogrammi per metrocubo.
"Le iniziative intraprese in questi giorni con le ordinanze sindacali che impongono limiti e divieti nelle vicinanze del capannone andato in fiamme hanno consentito di tutelare la salute dei residenti. L'attenzione resta alta: siamo in stretto contatto con gli Enti deputati e continueremo a comunicare gli aggiornamenti alla popolazione. Ci tengo ad informare la cittadinanza che ieri sono stato in audizione presso la Commissione infiltrazioni mafiose della Regione Lazio dove ho relazionato sugli ultimi avvenimenti che hanno interessato la Città di Pomezia, dall'atto intimidatorio alla casa comunale fino all'incendio di Eco X, e ho chiesto alla Commissione regionale di farsi portavoce verso tutte le istituzioni di riferimento affinchè si lavori al meglio per tutelare la nostra comunità". Così in una nota il sindaco di Pomezia, il 5 Stelle Fabio Fucci.