Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio scarica Atac: dal governo non arriveranno altri fondi per l’azienda del trasporto pubblico locale romano. In un’intervista al Corriere della Sera, Delrio sostiene che l'esecutivo ha già fatto la sua parte: “Non si può pensare sempre di risolvere le situazioni di difficoltà con continui finanziamenti straordinari. Serve un processo di riorganizzazione che consenta di ridurre l’evasione tariffaria e di migliorare l’efficienza del sistema”.

Secondo il ministro dei Trasporti, la soluzione per risollevare le sorti economiche del trasporto pubblico è ridurre l’evasione: “Se si riuscisse, a livello nazionale, a ridurla del 10%, avremmo 300 milioni di euro in più. Se si riuscisse a caricare il 3% di passeggeri in più, cosa che sarà possibile con il nuovo parco mezzi, avremmo tutti 400 milioni in più a disposizione”. Delrio ricorda che è stata già fatta “una legge speciale per Roma Capitale”, mettendo a disposizione “un fondo per la ristrutturazione del debito già al tempo dei sindaci precedenti”. Secondo il ministro non c’è stata disattenzione e “Roma non dovrebbe lamentarsi più di tanto: i finanziamenti da soli non risolvono il problema dell’efficienza”.

Delrio si dice pronto a collaborare con l’amministrazione capitolina, come chiesto dall’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo che punta sull’apertura di un tavolo con partner regionali e nazionali. “Non siamo insensibili al fatto che c’è un’azienda che dà lavoro a 12 mila persone – spiega Delrio -. La mobilità è un diritto sacrosanto, che a Roma non è abbastanza garantito. Ma abbiamo messo un mucchio di soldi per il rinnovo del parco autobus: quasi sette miliardi di euro. E inoltre abbiamo riscritto le regole, invitando a riorganizzare i bacini di mobilità, a bandire gare, a promuovere la concorrenza e a proseguire nella lotta all’evasione tariffaria”.

Secondo il ministro dei Trasporti, comunque, risanare Atac non è impossibile, nonostante gli errori del passato. “Il governatore laziale Zingaretti, grazie a ottimi manager, è riuscito a far funzionare l’azienda regionale Cotral che, dopo i debiti e gli insuccessi, è diventata un’azienda sana”.

“L’amministrazione capitolina ascolti l’appello di Rota”.

Delrio ricorda che il grido di allarme su Atac è stato lanciato da “due direttori generali tra i più competenti in tutta Europa, Marco Rettighieri e Bruno Rota”, i quali hanno detto che “non si possono più rimandare le decisioni necessarie per la riorganizzazione”. Sul fatto che Rota è stato tagliato fuori dall’amministrazione capitolina, Delrio replica: “Credo che la politica debba stare fuori dalla sfera di influenza del management. Servono piani di risanamento seri e adeguati”.

Sulla richiesta di Rota di procedere con il concordato preventivo, Delrio spiega: “Se manager di quel livello dicono che occorrono decisioni rapide, credo che vadano valutate. Io non sono azionista e non faccio parte del cda dell’Atac, ma credo che i suoi moniti vadano presi in considerazione seriamente”.

Infine, sul referendum proposto dai radicali sulla messa a gara del trasporto pubblico romano, Delrio fa sapere di non poterlo firmare in quanto non residente a Roma, ma sottolinea che il governo ha fatto una legge “per dire che siamo a favore di gare pubbliche su bacini stabiliti e siamo favorevoli alla concorrenza”.