Un ingresso a pagamento, circa 5 euro, e a tempo massimo stabilito. Lo proponeva già un anno fa il sindacato Sulpl della Polizia locale per contingentare l'accesso dei turisti a Fontana di Trevi. Questa l'unica soluzione, secondo i vigili, per tutelare le fontane di Roma ed evitare tuffi e pic nic sgraditi.  Una soluzione che, scriveva il Sulpl, è già stata utilizzata durante i lavori di restauro della fontana. Si potrebbe entrare a gruppi, proponeva il sindacato, e per un tempo contingentato pagando l’ingresso, che turisti provenienti da tutto il mondo sarebbero ben lieti di pagare per fotografarsi davanti al monumento. Una proposta che oggi, dopo l'introduzione della nuova ordinanza anti-bivacco firmata dalla sindaca Raggi, viene accolta (in parte, perché non vuole il biglietto) anche dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini: "Non si può immaginare né di respingere il turismo né di far pagare il ticket di ingresso alle città, che sono aperte. Però è possibile immaginare, con le nuove tecnologie, dei sistemi di controllo degli accessi dei turisti. A pochi metri da qui c'è il problema di Fontana di Trevi dove non si passa più. Alcuni luoghi non possono contenere un numero infinito di turisti e dobbiamo evitare che ci sia un sovraffollamento ingestibile. Si può immaginare di regolare gli accessi. E' brutto? Forse sì, ma i numeri della crescita del turismo ci impongono di capire come gestire il sistema dei flussi, ma non di rallentare il turismo", ha dichiarato Franceschini.

Anche la sindaca Raggi un mese fa aveva lanciato l'idea: "A Fontana di Trevi ha spiegato stiamo stabilendo non solo turni più intensi, ma anche un percorso di fruizione che non consenta di fermarsi. Se io devo mettere più vigili a presidiare i monumenti li tolgo dalle strade. Lo rivendico: abbiamo tantissimi monumenti che vanno preservati. Fare le battute è facile", aveva detto la sindaca in diretta tv a Porta a Porta.

La soluzione del sindacato: delimitare la fontanain foto: La soluzione del sindacato: delimitare la fontana