"Bisogna iniziare rispettare le regole, sono anni che non lo si fa. Si parla di turni massacranti e c’è gente che non arriva a tre ore effettive di guida, quando le fanno". Non è solo questa la causa del disastro di Atac, la municipalizzata romana che gestisce il trasporto pubblico. Ma certamente il rispetto delle regole da parte dei dipendenti gioca un ruolo importante nel tentativo di salvare la società dai suoi debiti e dai continui disservizi. "Bisogna che si prenda coscienza anche di questi problemi. Non si timbra, malgrado le regole dicano altrimenti, e si prendono salari su orari di lavoro presunti. È intollerabile sia nei confronti di chi fa il proprio mestiere, sia di coloro che un lavoro non riescono ad averlo", racconta in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera Bruno Rota, 62 anni di Domodossola, da pochi mesi direttore generale di Atac, dopo che negli anni passati è riuscito a risanare l'Atm, l'azienda di trasporto pubblico milanese.

A Roma il compito che è stato chiamato a svolgere è molto più difficile, quasi disperato. E seppur mai pronunciata esplicitamente, la parola "fallimento" è presente nel sottotesto di entrambe le interviste rilasciate oggi dal direttore generale, al Corriere e al Fatto Quotidiano. Spiega al Fatto

"L’azienda ha un debito di 1.350 milioni. Per anni Atac non ha investito e ha accumulato perdite su perdite, con debiti fatti via via per coprire le perdite di gestione, non per finanziare investimenti. Occorrono misure serie e immediate. E comunque non è questa la cosa peggiore. L’Atac ha 325 milioni di debito commerciale. Vuol dire che siamo ormai ogni giorno inseguiti dai fornitori che hanno da molti anni crediti altissimi e non vengono pagati. Vuol dire che non possiamo nemmeno più comprare il materiale che ci serve per fare la manutenzione. I fornitori non fanno più credito".

Il dg di Atac contro i lavoratori assenteisti.

E sempre al quotidiano diretto da Marco Travaglio il dg Rota ribadisce che non è vero che Atac è pronta a licenziare 2.500 dipendenti. Il problema non è licenziare persone, "ma farle lavorare, perché oggi non riusciamo a coprire i turni. Troppe assenze, turni di lavoro abbreviati perché molti macchinisti non timbrano l’ora di entrata e di uscita e nessuno controlla. Qualcuno approfitta della situazione riconsegnando dopo qualche ora di lavoro il suo mezzo dicendo che non funziona più bene". Il tempo per Atac, avverte il direttore, è "finito".

Il Pd: "Dalla sindaca un silenzio assordante"

"Dal sindaco e dall’assessore Meleo il silenzio è assordante. In queste settimane in cui si discute del futuro dell’azienda capitolina dal Sindaco, dalla giunta e dalla maggioranza M5S nessuna indicazione su quali siano le scelte effettuate da questa maggioranza.A dicembre 2019 il Comune dovrà decidere l’affidamento del trasporto pubblico locale. L’unica cosa che il sindaco dovrebbe fare e non sta facendo è chiarire le modalità di affidamento e ancor più importante impegnarsi affinché atac, partecipata al 100% del comune di Roma, venga messa in condizione di essere competitiva", si legge in una nota del Partito democratico capitolino, che oggi ha chiesto un consiglio straordinario proprio su Atac. "Raggi chiarisca qual è la sua posizione e quella del movimento 5s. Ce la ricordiamo bene in campagna elettorale quando si riempiva la bocca di slogan, ora tace e getta anche i suoi nel caos".