Va avanti (per ora) l'esperienza di governo del Movimento 5 stelle in VIII Municipio, che rischiava di cadere attorno al nodo del futuro degli ex Mercati Generali. Per salvare il presidente Paolo Pace c'è voluto l'intervento della sindaca Virginia Raggi, e l'attenta vigilanza del capogruppo in aula Giulio Cesare Paolo Ferrara, che ha marcato stretto tutti gli attori in campo. Da una parte la ‘minoranza', capeggiata dallo stesso Pace e che può contare su sei consiglieri in aula, che per superare la crisi chiedeva che l'attuale vicepresidente Massimo Serafini rimanesse in carica, e che il presidente indicasse i nomi dei due assessori mancanti.

Alla fine l'hanno spuntata i nove consiglieri ribelli, forti dell'appoggio di larga parte della base grillina, che minacciando la richiesta di revoca del logo a Pace, fino alle dimissioni e a una mozione di sfiducia, hanno ottenuto l'accordo sulle dimissioni di Serafini e imposta la scelta condivisa dei nomi degli assessori vacanti (che diventerebbero tre con l'addio dell'attuale vicepresidente). Inoltre i ribelli hanno ottenuto l'impegno a una maggiore collegialità per le scelte importanti, e stabilito il ‘no' alla proposta 14 sul futuro dei Mercati Generali, concedendo però il ritiro della proposta alternativa per evitare ‘figuracce' alla minoranza.

Di fatto il M5s decide di non decidere sul progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali, salvaguardando però l'esperienza di governo del presidente Paolo Pace. Una tregua fragile però, che ha avuto bisogno dell'esposizione della sindaca Raggi e di diversi consiglieri comunali che hanno chiamato tutte le parti alla ‘responsabilità'.