Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, questa mattina ha firmato il decreto con cui viene dichiarato la stato di calamità naturale, a seguito della crisi idrica che ha colpito il Lazio e Roma. "Diverse le condizioni -si legge in una nota della Pisana- sui cui è stato costituito il testo del Decreto, a partire da gravosi eventi di natura metereologica verificatisi nel territorio della regione. Si è infatti determinata una diffusa e generalizzata criticità, connessa alla scarsità di risorsa idrica, dovuta alla mancanza di piogge autunnali. Con il mese di giugno, questa criticità ha assunto livelli eccezionali".

Il testo riporta le richieste di molti comuni all'Agenzia Regionale di Protezione Civile per approvvigionamenti straordinari di acqua, e fotografa le situazioni già critiche in cui i gestori del servizio idrico sono stati costretti ha prelevare dai bacini che hanno in affidamento, una quantità d'acqua superiore alla norma, con conseguenze preoccupanti come nel caso del lago di Bracciano. "In ambito agricolo, – prosegue la nota- e' cresciuta la rilevanza di danni alle colture, con una distribuzione omogenea sull'intero territorio regionale, mentre gli indicatori hanno rilevato situazioni oggettive di generale depauperamento dei livelli della risorsa idrica potabile disponibile".

Zingaretti: "Basta sprechi così non si può andare avanti"

Il decreto ora dovrà passare al vaglio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dovrà stabilire se di calamità naturale si tratta, e che provvedimenti  finanziari e d'urgenza adottare per far fronte alla situazione. "Ho firmato questa mattina il decreto per la dichiarazione dello "stato di calamità naturale" a seguito degli eventi eccezionali di natura meteorologica verificatisi nel territorio della regione Lazio. In questo modo puntiamo a dare sollievo alle popolazioni della nostra regione colpite da questo evento", così Nicola Zingaretti. "Non bisogna, però, fare finta di nulla: la siccità non è l'unica responsabile di questa grave situazione, in questi anni ci sono stati troppi sprechi e pochi investimenti da parte di chi è chiamato istituzionalmente a gestire un bene prezioso come l'acqua – sottolinea il governatore – Così non si può davvero andare avanti. Adesso il decreto di stato di calamità passerà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, al quale chiediamo di dichiarare lo stato di emergenza con sostegni finanziari e l'adozione di urgenti e straordinari provvedimenti da parte dello Stato per fronteggiare adeguatamente la situazione emergenziale".