Passata la giornata di pulizie delle ‘magliette gialle' guidate da Matteo Renzi, con annesse aspre polemiche con la sindaca Virginia Raggi, l'emergenza rifiuti nella capitale non smette di essere al centro del dibattito politico. Soprattutto ancora non si vede all'orizzonte una soluzione per superare il fragile ciclo dei rifiuti di Roma, così che ad ogni minimo intoppo le strade della città rischiano di riempirsi nuovamente d'immondizia.

La Regione Lazio vorrebbe l'apertura di una nuova discarica e la costruzione di nuovi impianti. Il comune di Roma e il Movimento 5 stelle hanno detto (finora) di no, puntando tutto sul nuovo piano industriale di Ama che prevede il raggiungimento di quota 70% di raccolta differenziata entro il 2022. Nicola Zingaretti oggi è tornato a chiedere al Campidoglio e a Virginia Raggi di scegliere, indicando i luoghi per i nuovi impianti. Per poi ammonire: "Bisogna fare molta attenzione, perché una politica che ha la pretesa e l'arroganza di portare i rifiuti di Roma in altri comuni può far scattare una rivolta di chi è contrario".

"L'idea che si possa andar avanti dicendo ‘tanto i rifiuti li mandiamo in altri comuni'- ha sottolineato Zingaretti – è un'idea non solo tecnicamente complessa ma anche irrealizzabile perché l'Unione Europea vigilia e dà indicazione di lavorare i rifiuti nei luoghi dove sono prodotti. Non è polemica, ma si vuole individuare una soluzione che non è quella di dire ‘collochiamo i rifiuti in altri comuni".