Sui prelievi d'acqua dal lago di Bracciano è ancora scontro tra Regione Lazio e Comune di Roma. Cioè tra Nicola Zingaretti e Virginia Raggi. Oggi la sindaca ha presentato ricorso contro l'ordinanza del presidente della Regione che ha, di comune accordo con Acea, stabilito di diminuire le captazioni fino al 31 agosto (400 litri al secondo fino al 10 agosto, invece dei consueti 1.100 litri al secondo e 200 litri al secondo fino al 31 agosto. A settembre è previsto lo stop definitivo dei prelievi. Proprio su questa decisione la prima cittadina di Roma, stando a quanto dichiara il deputato del Partito democratico ed ex sindaco di Anguillara Sabazia, Emiliano Minnucci.

Emergenza acqua a Roma, Minnucci (Pd): "Una vergogna il ricorso della Raggi"

“Per la Raggi i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea. Con quest’ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare", si legge in un comunicato diffuso dall'onorevole Minnucci. "La Raggi – dichiara ancora l'ex sindaco di Anguillara – dovrebbe ricordarsi che oltre a essere sindaco di Roma è anche Presidente della Città Metropolitana e, in quanto tale, dovrebbe tutelare anche tutti i cittadini dei 120 comuni dell’ex Provincia di Roma. In questo caso, però, Virginia Raggi non ha svolto né il ruolo da Sindaco né tantomeno quello da Presidente: interessandosi completamente agli interessi di Acea, la Raggi ha dimostrato e sta dimostrando di voler tutelare esclusivamente gli interessi di quella società di cui detiene le quote di maggioranza. Una vergogna inaudita che deve essere denunciata da tutti a partire dalle amministrazioni locali del lago di Bracciano e dalla stessa Regione Lazio".