Il ‘caso Roma' rischia ora di travolgere ancora una volta Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera, il big grillino che negli scorsi mesi si è più speso per appoggiare e sostenere le scelte della sindaca di Roma Virginia Raggi. Solo domenica, nello studio della trasmissione condotta da Lucia Annunziata ‘In 1/2 ora', Di Maio aveva ribadito di aver incontrato Raffaele Marra – l'ex braccio destro della sindaca ora in carcere per corruzione e indagato proprio con Raggi per abuso di ufficio per la promozione del fratello –  una sola volta, ma soprattutto di aver sempre chiesto la sua rimozione.

La conversazione via sms tra Di Maio e Raggi.

Ora una lunga conversazione via sms tra Di Maio e Raggi è stata resa pubblica dall'agenzia Ansa, dopo che questa mattina diversi quotidiani avevano riportato un messaggio del 10 agosto scorso inviato dal vicepresidente della Camera a Raggi, e da quest'ultima girato a Marra: "Quanto alle ragioni di Marra… lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato". Questo lo stralcio della conversazione ora leggibile per intero

DI MAIO: "Pignatone cosa ti ha detto dopo che gli hai inoltrato il suo nominativo (di Marra, ndr)?  In ogni caso nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l’ho ascoltato. Perché tu me lo avevi chiesto. Sono rimasto a tua disposizione non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così”

RAGGI: “Pignatone mi risponderà quanto prima, l’elenco conteneva una prima tranche da 20 nominativi. Stanno effettuando le verifiche“.

DI MAIO: “Quanto alle ragioni di Marra. Aspettiamo Pignatone. Poi insieme allo staff decidete/decidiamo. Lui non si senta umiliato. E’ un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla”

Da quello che emerge Di Maio avrebbe chiarito alla sindaca che Marra proprio non poteva sedere nel gabinetto, ma non gli aveva intimato di allontanarlo dalla cerchia dei collaboratori, anzi sembra mostrare nei suoi confronti una certa stima, definendolo "servitore dello Stato" e acconsentendo a lasciargli i suoi recapiti telefonici privati.

Di Maio in tv: "Chiesi subito la rimozione di Marra"

Ecco invece la ricostruzione fatta dal big grillino, per molti il favorito alla candidatura alla presidenza del Consiglio alle prossime elezioni, fatta davanti alle telecamere solo due giorni fa: "Faccio il referente per gli enti locali nel M5S ed è una cosa difficile, in questi anni ho incontrato decine di rappresentanti degli enti locali, ho incontrato anche Marra e in quel caso il movimento chiedeva a Virginia Raggi, già dall'estate 2016, di rimuovere quel signore dal suo incarico. Dopo quell'incontro ho continuato a chiedere alla sindaca di rimuoverlo, la Raggi su questo si è già scusata, ora su Roma siamo partiti con una nuova fase".

Grillo: "Giornalismo killer"

Durissima la reazione del M5s, che interviene con un post di Beppe Grillo che attacca le ricostruzioni della stampa: "Oggi quattro giornalisti differenti su tre giornali diversi riportano la stessa fake news su Luigi Di Maio. La faccenda è di una gravità inaudita perchè quello che hanno scritto è falso, fuorviante e non verificato: perchè le parziali informazioni in loro possesso sono state pubblicate senza compiere tutte le dovute verifiche al fine di uccidere la reputazione di Di Maio. La buona notizia è che possiamo dimostrare, prove alla mano, non solo che mentono ma che sono in mala fede".

Di Maio: "Diffamazione che non si basa su nulla"

"Quando ho letto questi articoli stamattina mi sono armato di santa pazienza e ho ripercorso le chat, perché poi alla fine ci riducono a fare questo, con la sindaca Raggi, per individuare questo passaggio. In quel passaggio che viene riportato in maniera manipolativa qui sopra, e dove non ho mai detto "Marra è uno dei miei", in quel passaggio c'è scritto che io avevo chiesto il 10 agosto 2016 alla sindaca di mettere Marra fuori dal gabinetto, e io stesso avevo detto che siamo il Movimento 5 Stelle e noi le pulci le facciamo prima ai nostri e poi agli altri. Ora voi la storia la conoscete bene, quella di Roma, sapete che Virginia si è scusata per essersi fidata di questo tipo", si difende con un video su Facebook il vice presidente della Camera Luigi Di Maio.

"Siccome oggi il PD è in evidente difficoltà e ieri Renzi lo hanno preso a fischi e pernacchie alla direzione del PD, oggi si scatena una campagna diffamatoria da parte di tre quotidiani italiani nei miei confronti. Una campagna che serve a dire che io ho mentito quando sono stato domenica da Lucia Annunziata, alla trasmissione In mezz'ora. Io confermo parola per parola quello che ho detto, confermo quello che ho sempre detto su questa vicenda, e se c'è qualcuno che si è innamorato di un'altra tesi abbia almeno la cortesia di chiamarmi perché la fortuna mia è che posso sempre provare tutto, come ho fatto oggi pubblicando di nuovo tutte le chat che contenevano le prove che smentivano queste notizie su questi giornali. Ora io non lo so dove vogliamo arrivare con questo metodo, che è un metodo di diffamazione che non si basa su nulla, che manipola l'informazione".