Carlo Verdone soffre per la città di Roma e per lo stato di "abbandono" in cui versa. In un articolo pubblicato sull'Osservatore Romano, il regista e attore scrive che sulla città sarebbe sceso "un telo opaco" che ne oscura le meraviglie. "Chi sta leggendo questo breve articolo conosce bene lo stato di abbandono di Roma, e come un telo opaco sia sceso su di lei, oscurandone le meraviglie che ci hanno donato i grandi ideali di bellezza e spiritualità dei secoli scorsi. Siamo circondati da un'infinità di meraviglie che ci riportano a una grande città ora solo città grande", scrive Verdone, che poi continua

Abbiamo perso lo stupore dell'insieme e del dettaglio, e quando ci muoviamo nella città – osserva il noto regista – non siamo molto coscienti di cosa stiamo attraversando. Ci basta dire che Roma è Roma, e che resta la più bella. Ma sono solo frasi fatte, perché poche anime sensibili sanno ancora godere – tra auto mal parcheggiate, muri imbrattati e asfalto dissestato – dei gioielli che ci stanno accanto. Che sembrano solo chiedere di esser ammirati per un istante

Verdone sarà protagonista questa sera sulla Rai con il documentario "Stanotte a San Pietro. Viaggio tra le meraviglie del Vaticano", in cui il regista è intervenuto insieme a Giancarlo Giannini. Il progetto è realizzato e condotto da Alberto Angela. Continua Verdone

 È ovvio che anch'io soffro per questo stato di abbandono e di mancanza di sensibilità. E forse per questo sapevo che una notte nelle strade e nei luoghi del Vaticano mi avrebbe regalato un umore diverso. Sì, Roma quella sera mi è apparsa come rigirata, diversa, ma affascinante come sempre. E ricorderò quella emozionante serata, trascorsa ad attraversare quell'imponente scenografia, con una semplice riflessione: l'elevata bellezza, la nostra storia, il talento supremo di alcuni artisti devono essere conservati nella nostra memoria. La visita di quei luoghi mi ha aiutato a comprenderlo ancora di più. L'immortalità può esistere, per certi versi. Dipende solo da noi e dalla nostra buona volontà".