Innovazione e tecnologia dovevano essere le parole d'ordine della partenza del nuovo anno scolastico romano. Dovevano, perché il celere e moderno sistema di rilascio delle cedole librarie digitali, annunciato dal Comune capitolino come la grande novità del nuovo corso scolastico, che avrebbe fatto risparmiare tempo e fatica alle famiglie e agli esercenti, si è rivelato un grosso garbuglio di codici, password e numeri che ha di fatto impedito ai ragazzi di tornare a scuola con i libri nello zaino.

Il comune di Roma aveva predisposto l'assegnazione dei buoni libri agli aventi diritto, ossia le famiglie con reddito Isee non superiore a 10mila euro, attraverso un sistema telematico. I genitori dovevano inviare la domanda entro il 15 ottobre e attendere l'erogazione della cedola, che altro non è se non un codice alfa numerico da presentare al libraio di una delle cartolibrerie convenzionate con il Comune. L'operazione ha richiesto un investimento di 5 milioni di euro.

Il rodaggio del sistema, però non ha funzionato come previsto. Le richieste per l'assegnazione del codice pin che sostituisce la cedola cartacea sono incappate in una serie di errori e anomalie telematiche. Spesso i genitori che si presentano in una delle librerie convenzionate con il comune si sentono rispondere che a quel codice non è associato nessun libro. Questo accade nell'ipotesi fortunata che le famiglie riescano a completare la procedura di domanda online e a ottenere la famosa sequenza di numeri che frutterà l'acquisto di un libro. Nella peggiore, invece, le famiglie rimangono nel limbo dell'attesa del pin. A fronte dell'enorme confusione e dei disservizi del sistema, il consigliere regionale Fabrizio Santori ha chiesto all’assessore alla Scuola al Comune di Roma Alessandra Cattoi di posticipare la scadenza per la presentazione delle domande, fissata per il 15 ottobre, perché gli errori registrati finora risultano più di 110.