Bebe Vio con Virginia Raggi in Campidoglio. Alla campionessa paralimpica di scherma è stato consegnato un premio, nell'Aula Giulio Cesare in Campidoglio, nell'ambito del progetto della polizia postale "Una vita da social", che si pone l'obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sui temi del cyberbullismo, dell’adescamento online e della sicurezza della privacy. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il Patrocinio dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. “Una Vita da Social è un progetto indirizzato principalmente ai giovani, che sono i principali fruitori della Rete. L'iniziativa vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto come un'opportunità e non come un pericolo. Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti è enorme ed è per questo indispensabile fornire loro tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la rete può nascondere”, dichiara il direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi.

Lo scorso febbraio la stessa Bebe Vio è stata vittima di minacce su Facebook. Una pagina, creata da ignoti, incitava a violentare la schermitrice. "Ho visto la pagina di Facebook che mi prendeva di mira (ora l'hanno cancellata) e devo dire che sono amareggiata e delusa. Amareggiata perché da anni lotto per gli altri e per le cause in cui credo (il mondo della disabilità, lo sport paralimpico, le vaccinazioni per la meningite, le associazioni Onlus e tutto lo stupendo mondo del volontariato) e trovo sbagliato che mi trattino così. Delusa perché mi fanno anche un po' tristezza quelle persone che usano internet per insultare e denigrare gli altri, a prescindere dal motivo per il quale lo fanno", aveva commentato all'epoca Bebe Vio.

Raggi: "Devastanti gli effetti del cyberbullismo"

"Gli effetti del bullismo sono devastanti, il cyberbullismo poi li proietta tutto sulla rete a causa dell'effetto dirompente delle nuove tecnologie", ha detto la sindaca Raggi. "Oggi anche i più piccoli ormai possono accedere alle nuove tecnologie, smartphone, tablet, generando un uso esponenziale dei social network. Non ci sono più segreti, controlli, non c'è più pudore. Tutto viene esposto sotto gli occhi di tutti. I comportamenti in rete – ha sottolineato la prima cittadina – sono più violenti di quelli nella vita reale perché c'è un moltiplicatore di cui a volte non teniamo conto. Vi invito ad avere il coraggio di denunciare episodi di cyberbullismo e di mettervi al fianco delle vittime perché un domani potrebbe toccare a voi".