A Roma non c'è nessuna emergenza migranti. E a confermarlo saranno i numeri ufficiali del Ministero dell'Interno, che risponderà con i dati alla lettera inviata da Virginia Raggi al prefetto Paola Basilione, in cui la sindaca di Roma ha chiesto "una moratoria sui nuovi arrivi". Nella Capitale sono ospitati circa 8.600 rifugiati e richiedenti asilo, circa duemila in meno rispetto al tetto massimo che spetterebbe a Roma in virtù del rapporto con il numero degli abitanti (lo 0,29 per cento della popolazione). In totale 11mila migranti. A Roma sono ospitati nei centri di accoglienza, compreso il Cara di Castelnuovo di Porto (a nord di Roma e fuori dal tessuto urbano della Capitale), circa 5.500 rifugiati, mentre negli alloggi degli Sprar ce ne sono poco più di 3mila. Numeri che sono giudicati assolutamente sostenibili dalla Prefettura. Questi sono i numeri ufficiali dei migranti censiti, ma ci sono da considerare tutte quelle persone che transitano solamente per la Capitale o che hanno trovato una sistemazione in palazzi occupati o in tendopoli. (Qua i numeri aggiornati sull'accoglienza dei migranti a Roma)

"Molte città sono in difficoltà, ma anche la Capitale deve fare la sua parte. L’ondata di sbarchi non si ferma: quest'anno ci dobbiamo preparare ad accogliere duecentomila migranti. Stando alle quote concordate con l'Anci, la capitale con la sua provincia potrebbe ancora accogliere duemila rifugiati. Milano e il suo hinterland può arrivare a 5000, Roma e provincia devono trovare posto a duemila migranti in più", ha fatto sapere il Viminale in una risposta pubblicata da Repubblica. Ieri la sindaca Raggi, nella sua lettera, aveva scritto: "Trovo impossibile oltre che rischioso, ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale". "Per tali motivi, questa amministrazione, in considerazione degli elevati flussi di migranti non censiti, auspica che le valutazioni sulle dislocazioni di nuovi insediamenti tengano conto della evidente pressione migratoria cui è sottoposta Roma Capitale e delle possibili devastanti conseguenze in termini di costi sociali e di protezione degli stessi beneficiari, evitando di gravare, ulteriormente, sul territorio comunale".