in foto: La protesta del movimento "Non Una Di Meno" fuori l'ospedale San Camillo lo scorso giugno

Nonostante le proteste del movimento delle donne e le polemiche, si è insediata oggi la nuova primaria di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale San Camillo-Forlanini, dove si trova il Centro di coordinamento regionale per la 194. E proprio qui nasce la polemica: la dottoressa Maria Giovanna Salerno infatti è un'obiettrice di coscienza, viene dal Policlinico Agostino Gemelli, elemento che secondo alcuni la renderebbe inadeguata a ricoprire un ruolo così delicato per la piena applicazione del diritto delle donne all'interruzione volontaria di gravidanza.

"Nel Lazio sono già diretti da ginecologi confessionali e quindi obiettori di coscienza i reparti di ginecologia degli Ospedali di Frosinone (dove non si applica affatto la Legge 194/78), di Viterbo, del San Giovanni, del Policlinico Universitario della Sapienza (con ovvie ricadute sulla didattica), del Policlinico Casilino, senza ovviamente citare i reparti di maternità degli Ospedali cattolici (Policlinico Gemelli, Villa San Pietro, Fatebenefratelli) e di quelli convenzionati (Santa Famiglia, Città di Roma, Villa Pia) in cui non si applica la Legge 194/78. – scrivono le donne di Non Una Di Meno – Questi pochi dati riescono a spiegare chiaramente perché nel Lazio la percentuale di medici obiettori di coscienza, che non applicano la legge 194 e che si rifiutano di praticare aborti, sia di oltre l'80%, rendendo difficilissimo, a volte impossibile, accedere a questo servizio"

Il direttore del San Camillo: "Critiche strumentali"

Fabrizio D'Alba, direttore del San Camillo – Forlanini rispedisce al mittente ogni ombra sull'operato dell'azienda e sulla correttezza delle procedure: "L'esito del concorso pubblico svolto a norma di legge, ha visto l'individuazione della professionista  dottoressa Maria Giovanna Salerno, risultata maggiormente qualificata in ragione delle varie fasi della procedura concorsuale. Ogni accusa contro l'Azienda è dunque strumentale e senza fondamento di verità sopratutto laddove ci si accusa di aver optato per una "obiettrice" a ruolo di Primaria di ginecologia, visto che come prevede la legge la selezione e la scelta sono state operate su titoli e competenze della professionista". D'Alba sottolinea poi come "la nuova primaria di Ostetricia e Ginecologia non avrà diretta competenza sul reparto per l'applicazione della Legge 194, in quanto l'organizzazione aziendale con una UOC e una UOS prevede l'autonomia organizzativa del servizio IVG".

Bonafoni (Mdp): "Impegno a vigilare, ma no strumentalizzazioni"

Marta Bonafoni, consigliera della Regione Lazio dei Mdp – Articolo 1, impegnata in questi anni sul terreno della tutela dei diritti delle donne, ha invitato tutte le donne "arrabbiate e preoccupate in buona fede", a guardare all'autonomia di cui gode il "repartino" dove si pratica l'interruzione volontaria di gravidanza". "La nomina di oggi è frutto di un concorso pubblico, scritto a norma di legge, dove ad avere la meglio è stato il curriculum migliore (e la 194 non prevede che l’obiezione di coscienza sia da impedimento a un primariato, infatti a ben vedere tutti i partecipanti al concorso nazionale sono obiettori) – sottolinea Bonafoni – Già in passato d’altronde quel reparto è stato gestito da un primario obiettore di coscienza".

La Regione Lazio e il concorso per soli medici non obiettori.

Bonafoni invita soprattutto a prendere in considerazione come, per scelta della Regione Lazio, è stato bandito proprio al San Camillo un concorso riservato a tre medici non obiettori, che sta "facendo scuola in tutta Italia" e che "ha potenziato il servizio". Oltre che alla decisione della Regione Lazio di somministrare la RU486 in regime di day hospital, compiendo un ulteriore passo per garantire il diritto all'interruzione di gravidanza.