Il centro di Roma come una grande lavatrice per pulire i soldi della criminalità organizzata che investe nella capitale in locali, bar, ristoranti, spesso a due passi dai palazzi della politica e delle istituzioni. Una realtà sempre più sotto gli occhi di tutti, che inquina ormai profondamente il tessuto economica della città e che si allarga ad ogni nuovo sequestro. Questa mattina gli agenti della Divisine Anticrimine, al termine di ampie indagini patrimoniali all'interno della così detta operazione "All'ombra del Cupolone", hanno sequestrato beni immobili, immobili, aziende e quote societari per circa 29 milioni di euro.

Intestati a prestanome o società fittizie, secondo gli inquirenti i beni sarebbero tutti riconducibili a soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta, la camorra e al clan romano dei Casamonica. Questa mattina sigilli al ristorante “MiRò Restaurant Kitchen & Sound”, in Via Dei Banchi Nuovi a due passi da  Castel Sant'Angelo. Lo stesso locale sotto l’insegna “Platinum”, era stato già oggetto di sequestro da parte della D.I.A., poiché riconducibile alla ‘ndrina Gallico di Palmi. L'operazione in cui rientrano i sequestri di questa mattina risalgono allo scorso maggio, quando è emerso l'emergere degli investimenti cospicui iniziati negli anni '90 da parte della ‘ndrangheta, in relazione con esponenti dei Casamonica e della camorra.
"In particolare, con l’ausilio di prestanome, familiari e non, i sodali hanno acquisito locali commerciali, soprattutto nel settore bar/ristorazione ubicati in zone ad alta vocazione turistica della Capitale – si legge in un comunicato delle forze dell'ordine – tramite il reinvestimento di cospicue somme di denaro di provenienza illecita quale il traffico di stupefacenti e l’usura , avviando, altresì, svariate società ‘cartiere' dedite al riciclaggio di denaro". Lo scorso 10 maggio erano stati sequestrati locali tra Borgo Pio e Prati, tra cui “Pio er Caffè”, “Hostaria Sora Franca” e “Caffè Angolo d’Oro”.

Ecco l'elenco dei beni sequestrati
• 10 unità immobiliari ubicate in Calabria, Roma e Ardea;
• 100% del capitale di 45 società e/o imprese individuali con sede a Roma, Milano, Budoia (PN), Nervesa della Battaglia (TV), Parma, Grosseto, Sora (FR), Avellino, Caserta e Benevento;
• 48 complessi aziendali;
• 46 veicoli tra cui Porsche, Maserati, Spider, Hummer, Mercedes e Audi di grossa cilindrata ;
• 105 rapporti creditizi per un ammontare di circa €. 1.000.000.

"Si ritiene opportuno evidenziare che le aziende sottoposte a sequestro vengono sottratte al circuito criminale, per essere restituite alla collettività; infatti le attività non vengono chiuse bensì vengono gestite dall’Amministrazione Giudiziaria al fine di immetterle in un percorso di legalità", conclude la nota della questura di Roma.